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Oscar Onley affronta la questione della lotta al doping nel ciclismo. Quarto classificato all’ultimo Tour de France e appena trasferitosi dal Team Picnic PostNL alla Ineos Grenadiers per una cifra, si mormora, di circa sei milioni di euro, il 23enne ha parlato di questo scottante argomento, che fa sempre molto discutere, in un’intervista andata in onda nel corso del programma The Saturday Show di BBC Radio Scotland. Secondo lo scalatore scozzese, barare e farla franca nel ciclismo attuale è molto complicato, tuttavia ritiene che lo sport non sia totalmente pulito, facendo così eco alle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane da Ben Healy e Marcel Kittel.

“So quanti test vengono effettuati e quanti ne faccio personalmente durante l’anno e durante il Tour – le parole di Onley – Non credo che sia completamente pulito. Penso che sia piuttosto ingenuo pensare che lo sia in tutto il mondo”. Nonostante ciò, il classe 2002 ha fiducia nel sistema: “Bisogna solo concentrarsi su se stessi e fidarsi che tutti gli altri rispettino le regole. Con le linee guida che abbiamo, penso che al giorno d’oggi sia molto difficile barare“.

Oltre all’argomento doping, lo scozzese ha parlato anche delle possibilità di dire la sua nei Grandi Giri in questa stagione e nelle prossime: “Mi sento ancora molto lontano dai primi due (Pogačar e Vingegaard, ndr), hanno un grande vantaggio sul resto di noi, ma sono convinto che nei prossimi due anni sarà sicuramente possibile salire sul podio [del Tour], se le cose andranno per il verso giusto”. Più che alla Grande Boucle, il 23enne potrebbe quindi guardare al Giro d’Italia o alla Vuelta a España: “A volte la concorrenza è leggermente meno agguerrita. Se tutto va per il verso giusto, perché non dovrei provare a vincere una di queste gare?“.

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