di
Riccardo Bruno
La rivelazione del quotidiano svizzero «SonntagsZeitung»: i magistrati vallesi indagarono sull’utilizzo di un finanziamento per sostenere i locali durante l’epidemia. Il fascicolo venne poi archiviato perché «l’auto era aziendale»
La vita sopra le righe e il benessere ostentato dei coniugi Moretti a Crans-Montana avrebbero incuriosito gli inquirenti già cinque anni fa. Secondo quanto riporta SonntagsZeitung, quotidiano domenicale svizzero, nel 2020 i magistrati del Canton Vallese hanno indagato sulla coppia francese, che nel 2015 aveva preso in gestione il disco-bar Le Constellation.
L’indagine era nata in merito all’utilizzo di un prestito di 75.500 franchi svizzeri (un decimo del loro fatturato di allora) ottenuto per l’emergenza Covid. I sospetti sarebbero nati dal fatto che Jacques Moretti e Jessica Maric si erano concessi, subito dopo la concessione del finanziamento, l’acquisto di una Maserati da 33 mila franchi svizzeri. Un’auto che si era aggiunta a un parco macchine già significativo: una Mercedes-AMG, una Bentley e una Porsche Cayenne.
L’inchiesta sarebbe partita da una segnalazione della Banca Cantonale del Vallese. Dopo un anno, tuttavia, i magistrati avevano archiviato il fascicolo dopo aver appurato che l’auto di lusso era stata immatricolata come veicolo aziendale del locale, non per uso privato, e quindi non avevano commesso alcun reato.
I giornali svizzeri scrivono anche di un intervento dell’ispettorato del lavoro nel 2022 dopo la segnalazione da parte di dipendenti su presunte irregolarità. Una persona a conoscenza del dossier, come riportato dall’Ansa, avrebbe parlato di «orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non pagato, riposi non rispettati».
Jacques Moretti, come è noto, in precedenza aveva avuto altri guai con la giustizia in Francia: arrestato nel 2005 era stato condannato nel 2008 dal tribunale di Annecy a un anno per sfruttamento della prostituzione (4 mesi in carcere, 8 mesi con la condizionale). Ancora non chiari i dettagli su altre indagini che avrebbe subito in passato, per truffa e anche per sequestro di persona in Corsica, l’isola da cui proviene.
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11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 19:21)
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