Per l’Agcom era una violazione ripetuta, per i giudici no. Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla lunga controversia tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Telenuovo, annullando definitivamente le due maxi sanzioni inflitte all’emittente televisiva veneta per presunte violazioni delle norme a tutela dei minori.
La vicenda nasce da alcuni programmi trasmessi in fascia protetta (in vigore dalle 22.30 alle 7) e ritenuti dall’Agcom non conformi ai limiti imposti dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi. L’Autorità aveva aperto due distinti procedimenti sanzionatori, a Padova e Verona, sostenendo che Telenuovo operasse di fatto come due emittenti diverse nelle due province, ciascuna con una propria responsabilità editoriale. Da qui le due multe, per un importo complessivo superiore ai 170.000 euro.
Una ricostruzione che il Tar del Lazio aveva già bocciato in primo grado e che ora viene definitivamente smontata anche dal Consiglio di Stato. I giudici amministrativi hanno chiarito che Telenuovo è un solo soggetto giuridico, titolare di un’unica autorizzazione e di un unico palinsesto, pur legittimamente articolato in programmazioni territoriali differenziate, come consentito dalla normativa di settore.
Secondo il Consiglio di Stato, la differenziazione dei contenuti non può trasformarsi in una duplicazione delle responsabilità. L’Agcom, procedendo con due sanzioni autonome, ha violato il principio di responsabilità personale e quello di unicità dell’azione amministrativa, cardini del sistema sanzionatorio. «Le eventuali violazioni – spiegano i giudici – possono essere valutate nel loro complesso, ma all’interno di un unico procedimento e con una sola sanzione proporzionata».
La sentenza non nega il ruolo di vigilanza dell’Autorità né minimizza l’importanza della tutela dei minori. Un errore di impostazione, più che di sostanza, che ha portato all’annullamento integrale delle sanzioni. Non si esclude che l’Agicom potrà comunque riaprire il procedimento, individuando però un unico potenziale responsabile: opzione che i legali difensori dell’editore (gli avvocati Luciano Guerrini e Domenico Siciliano) escludono per i decorsi limiti temporali.
Nel 2015 un precedente, con le stesse motivazioni: anche in quel caso l’emittente aveva portato a casa una vittoria in Consiglio di Stato.