di
Paolo Tomaselli

In un big match ad altissima intensità l’Inter e il Napoli pareggiano 2-2 a San Siro rinviando ogni discorso scudetto: due volte i nerazzurri vanno avanti, due volte McTominay li riacciuffa

Le solite illusioni dell’Inter. La corazza spessa del Napoli. La fuga d’inverno progettata da Chivu, che sognava di staccare di 7 punti i campioni in carica resta programmata solo sul navigatore: il campionato è aperto, apertissimo, praticamente spalancato, dopo un pareggio show. 

La squadra di Conte recupera due volte lo svantaggio con McTominay, dimostrando di essere più forte dell’emergenza continua (assente anche Neres) e alla pari dei nerazzurri, che non sfruttano la panchina più lunga e il fattore San Siro. Così il Milan resta a 3 punti dalla vetta, il Napoli a 4, assieme alla Roma in risalita.



















































Il primo pareggio in campionato per Chivu è un punto interrogativo che non si cancella: quando tornerà la sua Inter a vincere uno scontro diretto con Napoli, Milan o Juve? La serie si allunga a 14 gare. E anche se il palo colpito da Mkhitaryan al 93’ poteva cambiare la storia della lotta scudetto, il Napoli lavora bene sui punti deboli dei nerazzurri, vincendo ai punti il duello in mezzo al campo: il ritmo di Lobotka e l’energia di McTominay, oltre al lavoro di Elmas sulla trequarti, valorizzano il progetto di Conte, che se la gioca tutta a petto in fuori. E anche con la coperta molto corta non soffre il rigore del gennaio milanese.

A parte quello realizzato da Calhanoglu che porta sul 2-1 l’Inter e che viene assegnato dopo revisione Var per il pestone evidente di Rrahmani su Mkhitaryan. Il tecnico del Napoli viene espulso al grido di «Vergogna!» ma a differenza sua, la squadra non perde la testa e con l’unico vero cambio a disposizione (Lang, con Politano che va a fare l’esterno di centrocampo) confeziona il 2-2 finale, colpendo l’Inter sempre sul centrodestra, cuore tenero della difesa.

Anche se è solo la prima giornata di ritorno e né Inter né Napoli hanno ancora terminato quello di andata (in settimana i recuperi con Lecce e Parma) nemmeno gli episodi discussi intaccano la serata di gala, una partita che vola in un soffio grazie anche all’arbitraggio british di Doveri, che fischia appena 4 falli nel primo tempo. Fin da subito il Napoli mette in chiaro le cose, giocando con la linea molto alta e pressando con il tridente d’attacco la costruzione interista. Alla prima palla persa (da McTominay su Zielinski) però i contiani si scoprono: il polacco serve Lautaro, che allunga per Thuram il cui pallone per Dimarco in corsa è perfetto, come il diagonale tesissimo dell’azzurro, in gol anche a Parma.

Ce la farà stavolta l’Inter a chiudere la partita o si specchierà nell’area avversaria? La risposta esatta è sempre la seconda: Milinkovic deve solo parare su Thuram un colpo di testa centrale, poi ci pensano per lo più Barella e Lautaro (che mura un tiro di Zielinski) a fermarsi sul più bello. Il Napoli così riprende fiducia e terreno e fa la differenza sulla fascia sinistra, quella più debole dei nerazzurri: non c’è Neres, ma il senso tattico di Elmas torna molto utile, soprattutto quando Bastoni lo molla dopo averlo rincorso fuori posizione e lo lascia libero di inserirsi in area, servito da Spinazzola. Il cross del macedone sul primo palo trova prontissimo McTominay che fa fuori la guardia svizzera Akanji-Sommer in un amen.

Il Napoli aggredisce la ripresa con piglio ancora maggiore, ma il lottatore Hojlund in contropiede e poi Di Lorenzo di testa sprecano due palle gol nitide. Mkhitaryan ridà lucidità all’Inter e si guadagna anche il rigore, che Doveri si era perso perché nella stessa azione l’Inter tira due volte verso la porta. Il vento sembra tutto a favore dell’Inter, che pure si chiede dov’è Lautaro, da 9 partite a secco col Napoli. Ma la frustata di McTominay, dopo un traversone da destra a sinistra di Politano rimesso in mezzo da Lang , è come una porta sbattuta in faccia alla squadra di Chivu: almeno per adesso, non scappa nessuno.

11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 23:29)