Il picco dell’influenza K si sta facendo sentire da Nord a Sud e tornano ad aumentare i casi di polmonite, oltre agli accessi in emergenza negli ospedali. Le sale d’attesa e i corridoi dei pronto soccorso si riempiono e in molti ospedali non ci sono stanze per i pazienti, costretti sulle barelle.

Il sistema sanitario è sotto stress e fatica a smaltire i casi, anche a causa di sintomi lunghi, fino a 20 giorni. Situazione definita “grave” in Sicilia, dove il sovraffollamento supera il 350%. Situazioni simili si registrano in Calabria, Campania e Lombardia.

Influenza K ha raggiunto il picco

A livello nazionale sembra essere stato quasi raggiunto il picco dei casi di influenza K, dichiarato dagli esperti. Nella prima settimana del 2026, infatti, sono stati stimati 802.879 nuovi casi, per un totale di 7.555.424 dall’inizio del monitoraggio della stagione 2025-2026.

Nel prossimo monitoraggio potrebbe farsi sentire la diffusione post festività, con il ritorno negli uffici e nelle scuole.

Le regioni più colpite sono:

  • Marche con 18,52 casi per mille assistiti;
  • Campania con 20,52 casi per mille assistiti;
  • Sicilia con 19,41 casi per mille assistiti.

Si tratta delle tre regioni sopra la media nazionale, pari a 14,07 casi per mille assistiti, e che sono in “zona rossa”.

Ospedali sotto pressione in Campania

Mario Balzanelli, presidente della Società italiana del sistema 118, ha fatto sapere che in tutta Italia si sta riscontrando un aumento rilevante della richiesta di interventi da parte dei cittadini alle centrali operative del 118. Si tratta, spiega, di una condizione di estremo carico prestazionale. Molti casi, fortunatamente, possono essere gestiti dai medici di medicina generale. Da qui la richiesta di non intasare le linee.

La media dei pazienti ricoverati al giorno è già piuttosto alta, con circa 210 assistiti con polmoniti virali (30%). Al Cardarelli, per fare un esempio concreto, si segnala un aumento del +25% dei pazienti ricoverati.

Sovraffollamento +350% in Sicilia

La Sicilia è stata particolarmente colpita dal virus influenzale. Il sistema ospedaliero non riesce a stare dietro ai casi: da una parte la diffusione, dall’altra una scarsa adesione alla campagna vaccinale. Il risultato è un sovraffollamento che supera il 350%, con pazienti costretti in barella lungo i corridoi.

Per Giuseppe Bonsignore, segretario del Cimo Sicilia (Confederazione italiana medici ospedalieri):

Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera ma alla fine se ne sono perse le tracce, e il disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la rete con la distribuzione di più posti letto.

Nei pronto soccorso il fenomeno più critico è proprio quello del boarding, cioè lo stazionamento prolungato dei pazienti in barella in attesa di ricovero. Con nuovi ingressi più gravi, pazienti complessi e fragili, si viene a creare un effetto a catena che rallenta tutto il sistema di accesso.

27.400 nuovi casi nelle Marche

Nelle Marche, dopo la flessione registrata durante le festività, tornano a salire i contagi. La rete di sorveglianza ha registrato, dal 29 dicembre al 4 gennaio, un’incidenza dei casi in risalita da 17,05 per mille assistiti della settimana precedente a 18,52 per mille.

Si stima che le persone colpite siano circa 27.400 solo nella settimana tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, portando la quota totale di ammalati, dall’inizio della stagione influenzale, a circa 204 mila. La fascia 0-4 anni è stata tra le più segnalate, con 39,12 casi su mille assistiti.

In Calabria il picco sarà a metà gennaio

Situazione non dissimile in Calabria, dove si attende il picco di accessi ai pronto soccorso per la metà di gennaio. I dati:

  • a Cosenza quasi 600 accessi in 48 ore e 50 ricoveri;
  • a Reggio Calabria oltre 400 pazienti;
  • a Catanzaro si registra un flusso anomalo.

Polmoniti in Lombardia

La geografia della diffusione del virus influenzale punta al Nord, dove sono molte le regioni che segnalano aumenti di casi. In Lombardia, per esempio, nell’ultima settimana ci sono stati 6.018 accessi con diagnosi di sindromi simil-influenzali. Il dato è in aumento rispetto alla settimana precedente, quando gli accessi erano stati 5.336.

Anche in Lombardia la fascia più coinvolta è quella da 0 a 9 anni e le persone over 70. Cresce anche il numero di accessi nei pronto soccorso lombardi per polmoniti, che nella settimana dal 22 al 28 dicembre sono stati 2.244 (erano stati 2.082 la settimana precedente), con 643 ricoveri.

A Roma i più colpiti sono i bambini

Roma ha la febbre: sono più di 50 mila i romani a letto. La pressione sugli ospedali della Capitale è quindi piuttosto elevata, con molti pazienti che arrivano con infezioni respiratorie acute.

Secondo l’ultimo report, il dato di incidenza maggiore è stato raggiunto nella settimana precedente a quella del 28 dicembre-4 gennaio, quando ha toccato quota 17 casi ogni mille assistiti. In quest’ultima settimana il valore è stato di 14,5. Sappiamo però che questo dato non è del tutto rappresentativo, perché ha risentito del calo delle segnalazioni dovuto alle festività natalizie e dell’Epifania.

Mentre nel resto d’Italia le fasce d’età più colpite sono quelle degli anziani e dei bambini, nel Lazio emerge in particolare la situazione dei più piccoli. La fascia più colpita è quella 0-4 anni, seguita da bambini e ragazzi tra i 5 e i 16 anni. Incidenza bassa invece per gli over 65, che tra maggiori precauzioni e l’adesione alla campagna vaccinale riescono a non ammalarsi.

Nel Lazio, infatti, le persone che si sono vaccinate sono aumentate, con oltre 1,2 milioni di dosi somministrate fino alla scorsa settimana (+25 mila rispetto allo stesso periodo del 2025).