Oro, azioni tecnologiche, Cina, dollaro, Btp e Bitcoin: attorno alle sei attività finanziarie protagoniste, nel bene e nel male, dell’anno passato, ruotano le domande cruciali di molti investitori sul 2026 dei mercati. L’urgenza di questi interrogativi è dettata dall’intensità dei movimenti osservati negli ultimi 12 mesi: il metallo giallo ha guadagnato il 51,6%: 10 mila euro investiti a inizio 2025 in quello che è considerato da molti, a torto o ragione, il bene rifugio per eccellenza, oggi ne valgono 15.600, al netto del deprezzamento significativo (-11%) subito da chi deve fare i conti in euro. Il secondo e terzo posto del podio conquistato dalle classi di attivo più redditizie dell’anno passato spetta a Piazza Affari: protagoniste non solo banche, regine del principale listino milanese, ma anche settori come industria, difesa e infrastrutture. Wall Street ha fatto meglio dell’Europa. Ma la svalutazione della divisa americana — che ha penalizzato, nei portafogli degli investitori in euro, tutti i titoli denominati in dollari — rovescia l’esito del confronto diretto tra le due sponde dell’Atlantico.
GUARDA L’ INFOGRAFICA sui conti dei super investimenti: diecimila euro investiti un anno fa oggi sarebbero più di 15 mila con l’oro e 13 mila con Piazza Affari
12 gennaio – 07:17
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