Ogni giorno sotto il portico c’è una nuova frase, un altro biglietto. E anche le rose non si contano più. Quasi a voler dimostrare che anche un pezzetto di strada può diventare un altare, e che alla morte non ci si rassegna. Il destinatario di tutti gli omaggi e le parole è Gianluca Vispo. Clochard che aveva preso una specie di residenza immaginaria all’angolo di via Ugo bassi, in cui lo volevano tutti bene.
E che il 29 novembre scorso, a soli 49 anni, è scomparso per un malore improvviso, venutolo a trovare mentre era quella casa fatta di coperte, di piccoli oggetti di fortuna, portati da chissà dove. A raccontare la sua storia, e a farla riemergere pezzo dopo pezzo, è la comunità di Sant’Egidio, che lo passava a trovare quasi ogni settimana per portargli sostegno. E a cui lui aveva condiviso frammenti di un lungo viaggio.

Originario di Penne, in Abruzzo, era stato in varie parti del mondo. Scegliendo ad un certo punto Londra come base, per 13 anni, dove aveva lavorato in un ristorante 2 stelle Michelin al Green Park. Un impiego perso quasi in coincidenza del covid.
Un curriculum di esperienze dimostrato, anche nelle visite dei volontari, dall’ottima conoscenza dell’inglese, del francese e delle dinamiche professionali, in cui avrebbe voluto prima o poi reinserirsi. All’inizio di questo inverno sognava un’altra avventura .
“Voleva andare a Tenerife, con il suo cane Simba…e ricominciare una nuova vita lì, probabilmente al caldo”, provato dal freddo di Bologna. Poi purtroppo l’addio improvviso, che ha sconvolto non solo i passanti quotidiani, catturati sempre dalla sua dolce timidezza. Ma anche i tanti compagni di strada senza dimora.
“Alle persone come noi questo mondo ci ha sempre dato e fatto vedere il suo lato peggiore e violento. Ma ora almeno sei in un mondo migliore”, si legge in un biglietto vicino l’icona della Madonna di San Luca. Sempre in via Ugo Bassi nel 2019 era deceduto un giovane clochard di 26 anni, Martin Vihnak.

I funerali di Gianluca saranno organizzati nei prossimi giorni da alcuni suoi familiari, rintracciati dai servizi sociali, a Penne. “Intorno alla morte di Gianluca c’è tanto amore e questo non ci rende rassegnati”, scrive Sant’Egidio.