È stato convalidato l’arresto di Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans Montana, in Svizzera, teatro della tragedia di Capodanno nella quale hanno perso la vita almeno 40 persone. Il Tribunale delle misure detentive è “disposto a revocare la carcerazione preventiva, a fronte di diverse misure richieste in via sussidiaria dal Ministero Pubblico, tra cui in particolare, il versamento di cauzioni, apparendo tali misure adeguate a contrastare il pericolo di fuga”. È quanto si apprende dalle motivazioni dei giudici di garanzia del Tribunale di Sion. “Poiché la fissazione delle cauzioni richiede un’istruttoria minuziosa”, si legge, “nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà”.
Pericolo di fuga
La decisione è stata presa dal tribunale cantonale del Vallese competente, come riportano i media svizzeri. In una nota il tribunale ha spiegato che è stata per il momento disposta una custodia cautelare di tre mesi. Tra le motivazioni, il tribunale cita il pericolo di fuga.
“Siamo parzialmente soddisfatti della custodia cautelare, per il momento, del solo gestore. Ognuno vivrà con la propria coscienza”, ha subito detto Sébastien Fanti, avvocato di alcune delle famiglie delle vittime del rogo. “Questa mattina”, riferisce il legale, “il padre di un bambino arso vivo mi ha detto: ‘È morto come in guerra, quindi d’ora in poi è guerra’”.
Intanto Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il sedicenne genovese morto anche lui nella strage, afferma: “Chiederemo per Jacques Moretti e Jessica Maric il riconoscimento del dolo eventuale”.
i verbali
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“Come per la vicenda Thyssenkrupp”
“Basta fare riferimento alla vicenda Thyssenkrupp”, spiega Vaccaro: “Se dalla mia condotta può derivare un comportamento illecito, accetto il rischio di quello che può accadere. Nel caso della Thyssen i titolari rispondevano a titolo di colpa: e anche nel caso di Crans-Montana i titolari erano a conoscenza del rischio”.
“Le ridicole pene svizzere”
Al momento ai coniugi Moretti, è contestato l’omicidio colposo “che in Svizzera è punito con pene ridicole, fino a tre anni”, spiega Vaccaro, secondo cui “ci troviamo di fronte al classico caso di dolo eventuale”, che comprende pene più alte. Jacques Moretti si trova in carcere, mentre per la moglie sono stati chiesti i domiciliari con braccialetto elettronico.
I presunti mancati controlli
Sul fronte delle indagini, Vaccaro, assistito dal collega genovese Nicola Scodnik e da quello svizzero Matteo Pedrazzini, ha chiesto di incontrare la procuratrice generale di Sion Béatrice Pilloud. Il pool di avvocati vuole chiedere che la catena di responsabilità si allarghi non includendo solamente i gestori del locale, ma anche l’amministrazione comunale di Crans-Montana per i presunti mancati controlli al locale nel corso degli anni.
L’autopsia di Galeppini
Da Genova intanto è stata fissata l’autopsia sul corpo di Galeppini, l’esame sarà effettuato dal direttore dell’istituto di medicina legale Francesco Ventura il prossimo 20 gennaio. L’esame servirà a chiarire come è morto Emanuele. “Non aveva segni di ustioni, ma solamente le scarpe sporche di fuliggine, i documenti e il telefono li aveva addosso, come mai non è stato subito identificato?”, ha commentato Vaccaro.
La rogatoria internazionale
Negli stessi uffici sta partendo la richiesta di rogatoria internazionale in Svizzera. Dopo questi atti la procura di Roma iscriverà i nomi dei due indagati in Svizzera anche sul registro degli indagati contestando il reato di disastro colposo. I pm capitolini, competenti per gli italiani morti all’estero, procedono anche per omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Con la rogatoria alle autorità svizzere gli inquirenti chiederanno gli atti e la lista degli indagati in relazione all’inchiesta e una volta ricevuto l’incartamento, procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti, e di eventuali altre posizioni.
Intanto i pm capitolini hanno disposto l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano deceduto nella strage di Capodanno, a Bologna è stata disposta la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi, mentre restano sospese le tumulazioni di Chiara Costanzo e Achille Barosi.