di
Chiara Maffioletti

L’attore continua il suo percorso di successo: se vincesse l’Oscar sarebbe il secondo attore più giovane di sempre a conseguire il riconoscimento

Ha vinto Timothée Chalamet. Ha vinto il golden boy con lo sguardo birichino capace di imprese riuscite a pochi, tra cui essere un ponte credibilissimo tra il cinema d’autore e il lato l’ultra pop di Hollywood. Trent’anni, dopo quattro nomination ai Globes (per «Chiamami col tuo nome», «Beautiful Boy», «Wonka» e «A Complete Unknown») è finalmente riuscito a stringerne in mano uno, per «Marty Supreme» in cui interpreta un folle giocatore di ping pong. Un traguardo, questo del Globe, che rende di colpo anche più vicino l’Oscar: se mai arrivasse, sarebbe il secondo attore più giovane della storia della competizione a vincerlo, dopo Adrien Brody che nel 2002 lo vinse a 29 anni per «Il pianista». 

Tra le certezze, c’è che Chalamet ieri sera ha battuto nomi capaci di far tremare le ginocchia anche ai più glaciali: George Clooney (che era in gara tra gli interpreti di commedie con «Jay Kelly), Ethan Hawke ma, soprattutto, un altro ex ragazzo prodigio, Leonardo DiCaprio («Una battaglia dopo l’altra»). 



















































Nel ricevere il premio, l’attore ha consegnato al mondo un breve discorso, privo di fronzoli e piuttosto diretto. «Mio padre mi ha instillato uno spirito di gratitudine nel corso della mia crescita. “Sii sempre grato per ciò che hai”, mi diceva», ha spiegato l’attore dal palco. Aggiungendo: «Questo mi ha permesso di lasciare le cerimonie passate a mani vuote (per quattro volte ai Globes ma anche durante gli ultimi Oscar, dove ha pure sfiorato il premio, ndr.) ma a testa alta. Mentirei se dicessi però che tutti quei momenti non hanno reso questo ancora più dolce». Quindi Chalamet ha ringraziato il resto del cast del film, i suoi genitori e la sua «partner» Kylie Jenner, sua compagna dal 2023, che anche l’altra sera era seduta al suo fianco: i baci e i momenti di tenerezza tra i due sono stati tra i momenti più «sbirciati» della serata.

Quella formata da Chalamet e Jenner è senza dubbio la coppia più attenzionata degli ultimi anni. La loro storia potrebbe essere un modello di come i rapporti vengono intesi dalle nuove generazioni, basati sull’impegno e, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare nell’epoca social, sulla discrezione. Chalamet e Jenner hanno iniziato la loro storia in silenzio, ma, al contempo, senza nascondersi. Niente proclami, ma una frequentazione molto tenera, basata sull’impegno e sulla sintonia. Sul palco di Critic Choice Awards, qualche sera fa, l’attore aveva semplicemente detto: «Grazie a Kylie, mia partner da tre anni. Ti amo». Niente enfasi ma molta sostanza, tutta racchiusa in quella parola, «partner» che non sa di copertina ma di un rapporto solido, tridimensionale.

E dire che la loro nasceva come una coppia piuttosto improbabile, sulla carta: lui simbolo del cinema d’autore, legato all’universo indie. Lei un’icona del pop e dei social, simbolo dell’impero Kardashian-Jenner, del lusso e della galassia degli influencer. Un incontro di mondi lontani che si fondono con armonia, unendo fan del cinema, della moda e del gossip con quelli dei social e della cultura pop. 

12 gennaio 2026 ( modifica il 12 gennaio 2026 | 09:49)