Alla bufera attorno ad Alfonso Signorini, tra accuse pesanti (estorsione e violenza sessuale), denunce incrociate e un’inchiesta giudiziaria che ha messo in ombra il reality show più seguito della tv italiana, si è aggiunta una voce inattesa che tenta di stemperare l’atmosfera: quella di Pupo.

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Dopo due anni di silenzio da opinionista del Grande Fratello Vip, l’artista toscano — che Signorini aveva accanto nelle edizioni segnate dalla pandemia — rompe il ghiaccio con una presa di posizione netta ma riflessiva: il cantante consegna a Il Resto del Carlino una visione personale di ciò che davvero conta, mettendo in discussione la montagna di sospetti e insinuazioni che circondano il caso.

«Questo è grave»

Nel suo intervento su Il Resto del Carlino e ripubblicato da Today, Pupo ha espresso con chiarezza ciò che pensa di Signorini, della macchina televisiva del Grande Fratello e delle accuse che imperversano sui social e nei salotti. «Sono stato a stretto contatto con Alfonso Signorini per due intense stagioni del Grande Fratello Vip – ha dichiarato -. Erano le edizioni del Covid. Credo di conoscerlo abbastanza bene. Sicuramente ci sono in lui, come in quasi tutti noi che facciamo questo mestiere, atteggiamenti che possono essere discutibili e magari anche borderline ma, secondo me, nulla a che fare con tutto quello che gli stanno gettando addosso».

E, a suo parere, c’è un aspetto che finora non si è tenuto abbastanza in considerazione nel trattare l’argomento: «Non dobbiamo dimenticare che è il deus ex machina del programma non è solo il conduttore.

Dietro di lui ci sono società e addetti ai lavori di primissimo livello. Mediaset, Endemol, i capi progetto e gli autori che, fra l’altro, io conosco benissimo e, su molti dei quali, metterei la mano sul fuoco». Pupo ha già in mente una conclusione per questa vicenda: «Si risolverà in un nulla di fatto e andrà ad aggiungersi al lunghissimo elenco di fake news che stanno togliendo qualità e gioia al nostro lavoro. L’unica vera colpa che abbiamo è quella di non esserci opposti, anzi di aver contribuito alla creazione di un mondo così. Questo è grave».