Si sono aggravate le condizioni di salute di T.S., il cittadino nepalese 43enne colto da malore lo scorso 10 gennaio. L’uomo, ricoverato all’ospedale di Cattinara da sabato scorso, è rimasto in arresto cardiaco a lungo, e si teme che il quadro clinico stia virando verso la morte cerebrale. Come riportato in un precedente articolo, il cittadino nepalese è stato colto da embolia polmonare massiva, sfociata poi in un arresto cardiaco. 

L’ennesimo caso “politico”

Il caso ha destato un’accesa discussione tra l’Ics e i sindacati di polizia. Come emerso da documenti pubblicati in questo dossier, il quarantatreenne aveva manifestato per iscritto la volontà di richiedere protezione internazionale e il Consorzio italiano di solidarietà ha accusato la Questura ritenendo la tragica situazione “l’esito diretto di prassi che ostacolano sistematicamente l’accesso al diritto d’asilo e alle misure di accoglienza”.

Le repliche alle accuse

Per il Sap questa accusa è “una gravissima quanto ignobile strumentalizzazione”, mentre l’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti ha dichiarato che il presidente di Ics Gianfranco Schiavone “sta esagerando: se Ics non ha fiducia nelle istituzioni rifiuti i finanziamenti”.

Il migrante era stato visitato dai medici di Donk Humanitarian Medicine lo scorso 30 dicembre, e gli era stato consigliato di andare in ospedale per un controllo. T.S., tuttavia, non si sarebbe mai recato a Cattinara per farsi visitare e una decina di giorni dopo è stato ricoverato d’urgenza dopo il malore.