Nata nel 2013 nel Regno Unito, la sfida di trascorrere gennaio senza toccare alcolici è oggi sospinta dal rinnovato interesse per i cocktail alcol-free

Gennaio segna, puntuale, la stagione dei «buoni propositi»: in questo contesto si inserisce il «Dry January», iniziativa nata nel 2013 nel Regno Unito che, dopo il periodo delle festività, invita a sospendere il consumo di alcolici durante tutto il mese. La «sfida» ha un obiettivo preciso: osservarne gli effetti sull’organismo e sulle abitudini quotidiane, dal sonno ai livelli di energia, fino alle dinamiche della tavola e della socialità. Non si tratta di una «campagna proibizionista», ma di una pausa volontaria che intercetta una sensibilità crescente verso il benessere, la moderazione e un rapporto più consapevole con il bere.

Nel tempo, la pratica si è estesa oltre i confini britannici, trovando seguito anche in Italia. In parallelo, è cambiato il modo di intendere l’analcolico: se, fino a pochi anni fa, l’alternativa al cocktail era limitata a succhi di frutta e bibite, oggi la mixology ha sviluppato un lessico autonomo, fatto di bitter zero, infusioni, macerazioni leggere, spezie e botaniche. Da questo fermento nascono i «mocktail», drink alcol-free che non rinunciano a struttura, equilibrio e complessità, capaci di restituire tutta la ricchezza aromatica di un aperitivo o di un dopocena «adulto». Ecco cinque proposte per affrontare il «Dry January» senza rinunciare al piacere di un bicchiere.

«Non-Alcoholic Negroni»
Il Negroni non passa mai di moda, e anche la sua declinazione senza gin e Campari non ne tradisce il carattere. Questo «mocktail» riprende l’ossatura del grande classico — erbaceo, secco e amarognolo — conservandone l’inconfondibile personalità. Per realizzarlo occorrono pochi ingredienti facilmente reperibili: un vermouth rosso 0%, un aperitivo analcolico amaro (30–40 ml ciascuno), e un filo di acqua frizzante per alleggerirne la struttura. Si miscela il tutto in un bicchiere basso con ghiaccio, e si completa con una scorza d’arancia. Inutile dirlo: si sorseggia rigorosamente senza cannuccia, nel pieno rispetto del rituale storico.

«Virgin Dark & Stormy»
Il profilo del «Virgin Dark & Stormy» resta speziato, deciso e pungente, proprio come quello del cocktail originale, a base di rum invecchiato e ginger beer. La variante no-alcol prevede 100–120 ml di soda allo zenzero — meglio se artigianale e dal gusto non eccessivamente dolce —, 50 ml di distillato analcolico scuro con note di vaniglia, caramello o cannella (commercializzato come «dark rum alternative» nei negozi specializzati) e, per finire, qualche goccia di succo di lime. Si serve in un bicchiere alto da long drink, riempito di ghiaccio per metà.

«Cetriolo, lime e menta»
Fresco, vegetale e leggero: per prepararlo basta pestare delicatamente 4–5 fette sottili di cetriolo e 6–8 foglie di menta fresca, aggiungere 30 ml di succo di lime, e diluire il tutto con 80–100 ml di acqua frizzante. Si ottiene, così, una bevanda dissetante, quasi priva di zuccheri, con proprietà antiossidanti e depurative. Per chi non vuole rinunciare al «gusto del cocktail», è sufficiente completarlo con un goccio di distillato analcolico bianco e un cucchiaino di zucchero di canna, perché il bicchiere richiami immediatamente il profilo del Mojito.

«Melograno e rosmarino»
Un «mocktail» di impronta gastronomica, giocato sull’equilibrio tra acidità e note resinose. La ricetta necessita di 60 ml di succo di melograno fresco, 15 ml di succo di limone, 10–15 ml di sciroppo al rosmarino (acquistabile già pronto, o facilmente realizzabile in modo casalingo) e 40–60 ml di soda. Dopo aver mescolato gli ingredienti, si serve in un calice ampio — o, in alternativa, in un flûte — per valorizzarne profumi e verticalità: il risultato è un drink «zero alcol» elegante e tutt’altro che prevedibile, ideale da proporre durante l’aperitivo, in abbinamento a pietanze leggere.

«Whisky alcol-free»
Un’alternativa pensata per chi predilige i distillati scuri «da meditazione», da sorseggiare lentamente, come dopocena o digestivo alternativo. Nel bicchiere di casa si può realizzare con 20 ml di tè lapsang affumicato, 10 g di cacao amaro lasciato in infusione in acqua calda per qualche minuto, e 20 ml di caffè espresso freddo (di qualità specialty, se possibile). Per accentuare le note calde e la rotondità della miscela, infine, si incorporano spezie tostate a piacere — 1–2 chiodi di garofano, anice stellato, un pizzico di cannella — oppure qualche frammento di legno aromatico, come cedro o quercia.



















































11 gennaio 2026 ( modifica il 12 gennaio 2026 | 13:03)