Ci sono trattative che si spengono lentamente, altre che finiscono con un rumore secco. E altre ancora che vanno tenute riservate per non fallire. Quella tra la Roma e Raspadori appartiene alla seconda categoria. Non per una rottura plateale, non per uno scontro, ma per qualcosa che a Trigoria pesa quasi quanto un no: i tentennamenti. E alla fine, dopo giorni di attesa e segnali mai davvero arrivati, la Roma ha deciso di voltare pagina. Anche perché il club aveva un piano preciso: lavorare a fari spenti su Robinio Vaz, per cui i Friedkin hanno autorizzato un investimento importante. È sempre stato il primo della lista, arriverà oggi a Ciampino alle 19.15. E quindi questa è la vera notizia: la Roma ha preso davvero il giocatore che voleva. Non a caso, in Francia si sono infuwriati per l’addio di un talento che tutti considerano di sicuro avvenire. Massara, che non è mai stato uomo da un’unica pista, ha fatto ciò che fanno i dirigenti lucidi: ha accelerato appena ha capito che il Marsiglia avrebbe aperto per Robinio Vaz. Un nome giovane, futuribile, ma già pronto ad accendersi. Decisiva la telefonata di Gasperini (come non è stato nel caso di Raspadori): parole dirette, convincenti, capaci di toccare le corde giuste. Il ragazzo è rimasto entusiasta del progetto, del corteggiamento del club dei Friedkin e ha detto sì senza esitazioni, nonostante l’interesse concreto di altri club europei di primo piano. Esattamente il tipo di risposta che a Roma vogliono sentire.
Raspadori, la chiusura definitiva tre giorni fa
Cosa è successo con Raspadori? Massara ci aveva lavorato su, arrivando a garantirgli un ingaggio importante e un ruolo chiaro nella rosa. La volontà del club c’era tutta. Quella del giocatore, invece, è rimasta sospesa. Risposte rimandate, riflessioni continue, silenzi difficili da interpretare. Fino al punto di non ritorno. Perché la Roma, storicamente, è una scelta che si fa di pancia. Qui non si arriva dopo lunghi calcoli o infinite esitazioni. E quando Raspadori ha continuato a pensarci troppo, a Trigoria la lettura è stata netta: forse non era lui l’uomo giusto per questa Roma. Non per valore tecnico, ma per spirito, per prontezza, per quella fame che da sempre è requisito fondamentale per vestire il giallorosso.
Dopo Robinio Vaz, tutto su Malen
E non è finita. Ora il focus è tutto su Malen. Massara sta spingendo sull’acceleratore, consapevole della concorrenza dell’Atletico Madrid ma altrettanto convinto di poter giocare le sue carte fino in fondo. Anche lui è in cima alla lista delle preferenze della Roma, intesa come sinergia tra proprietà e tecnico. Al Fulvio Bernardini filtra ottimismo, quello che nasce quando una trattativa è viva, concreta, costruita su basi solide. L’attaccante dell’Aston Villa è più di un’idea, è un obiettivo reale. La Roma guarda avanti. Ha lasciato alle spalle i silenzi e ha scelto la strada dell’entusiasmo e delle risposte immediate. Perché in questa città il tempo dell’attesa è breve, ma quello della passione è infinito. E chi vuole la Roma deve dimostrarlo subito.
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