di
Manuela Pelati

«Aggressione con sputi e calci da parte dei tassisti» denuncia Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali. La protesta è contro il governo e le aperture ai gestori come Uber e le piattaforme di intermediazione digitale

«Speculazione finanziaria», «Difendiamo il diritto al lavoro». E poi: «Giorgia tu vuoi fa’ l’americana ma sei nata in Italy: dove paga le tasse Uber?». Tra slogan urlati, alcune bombe carta e i cartelli di protesta, migliaia di guidatori di taxi si sono recati a Montecitorio martedì mattina per contestare il governo e le aperture ai gestori come Uber e altre piattaforme di intermediazione digitale. La protesta segue il raduno delle 8 in piazza Bocca della Verità,  dove è terminato il corteo della auto bianche partito all’alba da Fiumicino e diretto a Roma. Proprio in piazza Bocca della Verità sono stati denunciati momenti di tensione. «I tassisti ci hanno inseguito sfondando la piazza e tentato di superare le forze dell’ordine per raggiungerci tra sputi e calci» afferma Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali.

«Basta lobby»

«Abbiamo deciso di manifestare pacificamente insieme a Ivan Grieco – continua Hallissey – contro lo sciopero nazionale taxi indetto dalla categoria oggi mostrando cartelli con scritto “basta lobby” e con dei pos da offrire agli stessi tassisti. E’ inconcepibile che una delle lobby più tutelata d’Italia protesti chiedendo ancora più privilegi, scagliandosi contro le multinazionali invece di prendere atto della sostanziale assenza di concorrenza e degli enormi disservizi provocati ai cittadini, per non parlare dei redditi dichiarati bassissimi».  



















































«Tassametro è una garanzia»

Le lunghe file di taxi con le bandiere fuori dal finestrino in corteo da Fiumicino a piazza Bocca della Verità sono cominciate all’alba. La protesta delle auto bianche contro il governo è nazionale. «Siamo stati costretti a venire in piazza da tutta Italia – dichiarano alcuni tassisti della Cgil – proprio per ribadire che non si può vivere senza regole, perché le città sono  diventate una giungla. Il tassametro è una garanzia per chi guida e per il passeggero, su questo siamo pronti a andare oltranza perché pensiamo che il lavoro sia un diritto sancito dalla costituzione e con l’entrata delle multinazionali si mette in discussione la garanzia del lavoro siamo 9000 solo a Roma, le multinazionali cercano di comprarsi tutti pur di entrare». Al termine della giornata le rappresentanze sindacali promotrici dello sciopero dichiarano: «La partecipazione alla giornata di fermo nazionale del servizio taxi è pressoché totale. Il servizio e praticamente fermo in tutto il Paese: ora le istituzioni competenti – concludono – ascoltino le richieste che vengono dai lavoratori del settore, concludendo al più l’iter di riforma del comparto, al fine di avere regole certe per operatori e piattaforme digitali, contrastare i fenomeni di abusivismo e tutelare il diritto alla mobilità degli utenti, ad un prezzo certo e calmierato, non in balia degli algoritmi di proprietà delle multinazionali». Hanno aderito allo sciopero le seguenti sigle sindacali: Tam, Unione Artigiani, Claai, ConsulTaxi, Satam, Ugl Taxi, Uti, Fedartaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Orsa taxi, Associazione tutela legale Taxi, Sitan, Unimpresa, Sul Taxi.

L’incontro in prefettura

Nel pomeriggio una delegazione è stata convocata in prefettura. I tassisti hanno chiesto, e ricevuto dal prefetto, garanzia che all’incontro al ministero ci sarà lo stesso ministro Salvini. «Ci lascia perplessi che il ministro Salvini abbia convocato al tavolo di domani anche le organizzazioni che sono state critiche sullo sciopero di oggi, al quale non hanno partecipato. Noi siamo comunque aperti e pronti al dialogo», spiega Massimo Longo della Uiltrasporti. Domani a partire dalle ore 17:00 dovrebbero tenersi due incontri, uno con le associazioni aderenti allo sciopero, poi una con gli altri soggetti. «Certo è che se domani ci fa gli auguri di Buon Anno e basta, saremo obbligati a proclamare una nuova giornata di sciopero, perché questa storia si deve andare a chiudere in maniera corretta e legale», avverte Riccardo Cacchione, coordinatore nazionale Usb-Taxi.

Aperture di mercato

«Lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma di fronte all’impegno del Mit per la tutela del trasporto pubblico non di linea l’iniziativa dei sindacati dei Taxi appare del tutto strumentale». Dichiara a sua volta il sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante di Forza Italia. «Come Ministero siamo intervenuti con provvedimenti strutturali di riforma del settore, in grado di incrementare la trasparenza, l’efficienza e la qualità del servizio a beneficio dei cittadini. Anche il Parlamento sta lavorando in tal senso, in particolare con una proposta di legge di riordino del trasporto pubblico non di linea presentata da Forza Italia che è da sempre impegnata per promuovere la liberalizzazione del settore dei trasporti, contrastare ogni fenomeno di abusivismo e favorire l’apertura del mercato agli Ncc, che svolgono una essenziale funzione complementare e integrativa rispetto al Tpl, o ad altri attori come Uber. Sono inaccettabili le posizioni di tipo corporativo volte a difendere lo status quo. L’obiettivo resta quello di costruire un sistema di trasporto sempre più efficiente e rafforzare il diritto alla mobilità dei cittadini».

«Contro le illegalità»

Dal Comune di Roma la consigliera capitolina della Lista Civica Gualtieri sindaco, Elisabetta Lancellotti, dichiara: «La manifestazione dei tassisti e Ncc della Capitale fa emergere in modo chiaro e inequivocabile la richiesta dei lavoratori del settore di trasporto pubblico non di linea rivolta al Governo nazionale: intervenire con urgenza per disciplinare l’azione delle piattaforme di intermediazione digitale e contrastare con efficacia tutte le forme di illegalità che da troppo tempo caratterizzano il comparto». Roma, continua la consigliera «ha bisogno di un sistema di mobilità trasparente, equo e fondato sulla legalità: per questo continueremo a sostenere con determinazione le istanze dei lavoratori e a sollecitare il Governo nazionale affinché faccia finalmente la propria parte. Difendere il lavoro regolare, contrastare le scorciatoie e le zone grigie del mercato significa difendere l’interesse pubblico, i diritti dei cittadini e la qualità dei servizi nella nostra città».


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13 gennaio 2026 ( modifica il 13 gennaio 2026 | 20:00)