di
Davide Stoppini
Sarà il Torino ad affrontare l’Inter a inizio febbraio nei quarti di finale di Coppa Italia. Decide un gol di Ilkhan a un soffio dai calci di rigore
Si tratta solo di capire se partire dall’uomo copertina, Che Adams, o da chi la copertina l’ha disegnata, Marco Baroni. Quello che ha rovinato la favola di Antonio Arena, ma che ha pure scritto una serata dolce per il Torino. Baroni, sì. Che è come quelle tesserine del puzzle che si incastrano alla perfezione quando finiscono dalle parti di Gian Piero Gasperini. Tac, contatto, dentro: quinta vittoria su dieci incroci, non può essere un caso. Baroni ha la chiave giusta, evidentemente. Più d’una.
In campionato, a settembre, rivoluzionò il sistema difensivo e fu scacco matto. Questa sera all’Olimpico ha mandato in crisi Gasp spedendo le mezzali a giocare dietro i centrocampisti della Roma, in quella terra di nessuno che è la trequarti, sfruttando le sponde di Simeone e Adams soprattutto nel primo tempo. E poi trovando il modo di riprendersi la vittoria al 90′, grazie a Ilkhan. Così il Torino ha eliminato la Roma dalla Coppa Italia e si è guadagnato la possibilità di affrontare l’Inter ai quarti di finale (si giocherà a Monza, causa indisponibilità di San Siro per le Olimpiadi).
Che Adams, si diceva. Non segnava dal 30 novembre e una doppietta in Italia non la festeggiava da un anno, gennaio 2025. È lui l’uomo che mette in discesa la partita nel primo tempo, trovando un angolo col destro dai 20 metri che Svilar non riesce a leggere in anticipo. Ed è pure quello che ricambia l’inerzia del match nel secondo tempo, dopo che la Roma era riuscita a trovare subito il pareggio con Hermoso (grande giocata al primo pallone toccato dopo 27 secondi).
Gasperini non può che disperarsi. Altro che finale del trofeo da giocare in casa: la Roma fallisce così il primo obiettivo stagionale. Lo fa ospitando all’Olimpico il nuovo acquisto Robinio Vaz, un attaccante. Paradosso: in campo Gasp schiera una squadra senza centravanti, affidandosi a un improbabile Bailey come punta.
Mosso dalla disperazione, a 10 minuti dalla fine il tecnico giallorosso butta dentro Antonio Arena, ragazzino che il prossimo 10 febbraio compirà 17 anni, predestinato italo-australiano sul quale il direttore sportivo Massara la scorsa estate aveva messo una fiche da 1 milione di euro. Due minuti ed ecco la magia, su cross di Wesley: esordio e gol sotto la curva Sud, roba da scriverci un romanzo.
Favola senza lieto fine, però, perché mentre la Roma era proiettata in avanti a cercare di evitare i calci di rigore, il Torino aveva più o meno la stessa idea, sospinta dal suo allenatore che non faceva altro che sbracciarsi in panchina. Minuto 90, in un’area giallorossa mai così disordinata, il più lesto è Ilkhan: Svilar battuto per tre volte, non era mai accaduto in stagione, e Torino a festeggiare con i propri tifosi.
Successo meritato, perché il Torino ha giocato con maggiore continuità durante i 90 minuti. La Roma è invece andata a sprazzi, molto lenta nella prima frazione, a tratti straripante nella seconda. Alla lunga, però, non è bastato. Baroni esulta: «La squadra è in crescita, sono contento per il passaggio del turno, per i tifosi, per la società. Siamo in crescita. Credo nel lavoro e nei valori, la strada è tracciata».
E magari un sorriso dentro lo terrà anche per domenica, se è vero che Torino e Roma torneranno ad affrontarsi. Sarà ancora Baroni contro Gasperini. Altra chiave cercasi, altri uomini da piazzare in copertina.
13 gennaio 2026 ( modifica il 13 gennaio 2026 | 23:24)
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