di
Federico Berni

Il marito è stato arrestato per tentato femminicidio. Il piccolo affidato ai nonni materni

La lite in casa, poi le coltellate alla moglie, che finisce in gravissime condizioni al San Gerardo di Monza con ferite da arma da taglio ai polmoni. La coppia era in via di separazione e la violenza sarebbe scattata perché l’uomo non accettava la volontà della donna di separarsi. Nell’abitazione era presente anche il figlio della coppia di 2 anni che è stato affidato ai genitori della 31enne. L’aggressore, Sergio Laganà, è stato arrestato per tentato femminicidio.
Il dramma va in scena verso le 18 di martedì 13 gennaio a Muggiò, in provincia di Monza, in un appartamento al quinto piano di via Europa, al civico 30. Lì vive la coppia (entrambi italiani) che ha un figlio piccolo di due anni. Per motivi ancora da chiarire, lui, 43 anni e un lavoro come addetto alle consegne per un gommista della zona, si accanisce sul corpo di lei – non è ancora chiaro con quanti fendenti – che ha invece 31 anni e un impiego nel bar che la famiglia gestisce a Desio, dopo aver condotto per anni un’edicola a Muggiò. 

Secondo quanto riferito, Laganà, dopo l’aggressione, è scappato a piedi scavalcando un cancello del cortile condominiale. Si è presentato, però, spontaneamente dopo il fatto alla stazione dei carabinieri di Monza, a pochi chilometri di distanza. Aveva le scarpe e i vestiti ancora sporchi di sangue. Successivamente è stato condotto al comando compagnia carabinieri di Desio, per rispondere alle domande degli investigatori e del pm Nicola Balice, ai quali avrebbe rilasciato spontanee dichiarazioni. Nel frattempo la vittima è stata portata all’ospedale. Le sue condizioni erano estremamente critiche. Le coltellate, infatti, sono andate molto in profondità, andando a interessare anche organi vitali. I medici sarebbero però riusciti a stabilizzarla: la prognosi resta rigorosamente riservata



















































L’arma del delitto sarebbe stata trovata sul posto dai carabinieri, intervenuti con numerose pattuglie. Il bimbo piccolo, secondo quanto riferito, sarebbe stato in casa con i genitori. Alcuni vicini lo hanno visto andare via in braccio a uno dei nonni: i carabinieri lo hanno affidato ai genitori della mamma. Incredulità tra gli abitanti della zona, che mai si sarebbero aspettati un fatto simile. I due vengono descritti come persone tranquille. I genitori di lei sono molto conosciuti per aver gestito per almeno una decina di anni una cartoleria-edicola, prima di dedicarsi all’altra attività di baristi, nel vicino comune di Desio. Gli inquirenti procedono per tentato femminicidio.      


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13 gennaio 2026 ( modifica il 13 gennaio 2026 | 22:44)