di
Aldo Grasso

Bisogna rendere il giusto omaggio a Claudio Bisio e Vanessa Incontrada: il tempo ci aiuta a capire quanto sia stato importante il loro lavoro di cucitura

Quando il reale non è più quello di una volta, la nostalgia assume il suo pieno significato e diventa canaglia: nostalgia di una strada, di un amico, di un bar, persino di una trasmissione. Per dire, Odisseo passava i suoi giorni da Calipso a piangere di nostalgia, noi siamo entrati nella modalità «com’eravamo» per la festa dei trent’anni di «Zelig», lo spettacolo di comici firmato da Gino e Michele e Giancarlo Bozzo: «Zelig 30» (Canale 5). Prima di cadere nello scoramento (gli anni passano), bisogna rendere il giusto omaggio a Claudio Bisio e Vanessa Incontrada: il tempo ci aiuta a capire quanto sia stato importante il loro lavoro di cucitura, di raccordo, di spalleggiamento. È merito loro se lo show è riuscito, di volta in volta, ad aggrapparsi a un filo narrativo e a non procedere per accumulo. Roba d’altri tempi: Raul Cremona, Mr Forest vestito da Mago Oronzo, Leonardo Manera, Marco Della Noce… Sembra un raduno di ex allievi, di vecchi compagni di scuola che si ritrovano su una chat pubblica.

Qualcuno ce l’ha fatta ed esercita ancora, qualcun altro è sparito. E poi quei tempi, intesi come tempi comici, così lunghi, così tirati. In realtà chi non la finiva più era il «giovane», Max Angioni, giustamente finito nella Gehenna delle Iene, insieme con l’altra comica Veronica Gentili. Aldo, Giovanni e Giacomo se la sono cavata con alcuni filmati storici, hanno fatto solo atto di presenza e va bene così. In realtà basta andare su Infinity, la piattaforma streaming di Mediaset, per godere di spezzoni storici, specie quelli di «Mai dire Gol», la versione riuscita di «Zelig». Nato nel 1996 con il debutto in seconda serata su Italia 1 di «Buon compleanno Zelig», un doppio appuntamento che celebrava a sua volta i 10 anni di attività del locale-cabaret milanese sorto nel 1986 in viale Monza 140, il programma è stato per lungo tempo l’unico luogo dove i comici potessero avere visibilità e successo. Ci sono passati tutti: Geppi Cucciari, Teresa Mannino, Katia Follesa, Valeria Graci, Ale e Franz, Enrico Bertolino, anche Checco Zalone. Ma a cosa servono i ricordi se gli dèi se ne sono andati?



















































13 gennaio 2026 ( modifica il 13 gennaio 2026 | 18:54)