Le pattuglie della polizia municipale a presidiare il Palasport per evitare effrazioni o che vengano smontate le infrastrutture presenti all’interno. È quello che resta a Trapani all’indomani dell’esclusione della Shark dal campionato di serie A di pallacanestro. Per il resto, si fa la conta dei danni, cercando di capire il futuro, non soltanto della squadra granata, che dalla prossima stagione potrà iscriversi a un campionato regionale salvo prima saldare le pendenze economiche, ma anche di tutto ciò che attiene al gruppo capeggiato dal patron Valerio Antonini.
Alla Shark è stata staccata la spina e, del resto, ormai proseguire in questo modo era pressoché impossibile. E ora che i giocatori sono andati via e non si tengono più neanche gli allenamenti, il sindaco Giacomo Tranchida ha disposto la vigilanza dell’area del Palasport per prevenire e scongiurare “atti di vandalismo nei confronti dell’infrastruttura comunale”, chiedendo alla polizia municipale di “segnalare per tempo possibili tentativi di effrazioni volti a creare danno” o, anche “di sottrazione di impianti e attrezzature da parte di ignoti”.
La società è ancora viva, così come la convenzione per la gestione dell’impianto sottoscritta con il Comune nel 2023 e per una durata di 30 anni. Dal Municipio avevano avviato l’iter per la revoca ma, al momento, non è stata ancora comunicata la fine dell’accordo, per cui l’impianto è sempre nella disponibilità della società. E più volte, in passato, il presidente Antonini aveva ribadito che, in mancanza del riconoscimento dei lavori effettuati e dell’eventuale revoca della concessione, avrebbe smontato tutto, canestri compresi. I vigili a presidio dell’impianto sembra servano anche a prevenire tutto questo.
Trapani si lecca le ferite, perché se da un lato il patron annuncia che la sua battaglia legale proseguirà attraverso la giustizia ordinaria, dall’altro bisogna fare i conti con la situazione attuale, sportiva e no. Gli abbonati, circa 3.400, si stanno organizzando attraverso una class action per la restituzione di metà della spesa sostenuta per assistere a tutte le gare della Shark in serie A.
Poi c’è da fare i conti anche con il Trapani calcio che attende il 22 gennaio, una data che rischia di essere spartiacque. Il tribunale federale è chiamato a giudicare nuovamente i granata con praticamente gli stessi capi d’imputazione che hanno portato la settimana scorsa a una penalizzazione di 7 punti. Il rischio concreto è quello di una ulteriore penalizzazione che porterebbe i granata all’ultimo posto in classifica, anche se si rincorrono voci relative ad altri tipi di provvedimenti.
Se l’allenatore Salvatore Aronica ha chiesto chiarezza alla società sul futuro, i giocatori, intanto, si guardano attorno. Tre sono già andati via, i difensori Negro e Ciotti e il centrocampista Carriero. Altri sono vicini alla partenza, a cominciare dall’attaccante Canotto, che ha chiesto apertamente la cessione, passando per l’altro attaccante Grandolfo, a un passo dal Casarano, fino al trequartista Fischnaller, sul quale sono piombate tante società di serie C.
I problemi non riguardano solo lo sport. Ai giornalisti di Telesud, l’emittente che Antonini ha rilevato due anni addietro, è stato comunicato che “è in fase di definizione la messa in liquidazione della società”. “Così scompare anche l’unica tv locale della città, un malinconico parallelismo con quanto sta accadendo anche nelle altre attività di Valerio Antonini, insignito della cittadinanza onoraria”, ha sottolineato Vito Orlando, segretario provinciale di Assostampa. E in tutto questo il T-Club, il punto ristoro che Antonini ha aperto in centro storico, è chiuso per ferie dal 12 gennaio al 2 febbraio.