Sono tre i casi di pazienti affetti da meningite da meningococco ricoverati al Cotugno: due ragazze e un uomo. Le loro condizioni di salute, anche se sono tutti passati per la rianimazione, non destano preoccupazione. Solo una delle due ragazze, giunta al polo infettivologico collinare domenica notte, è ancora cautelativamente in rianimazione ma anche le sue condizioni sono stazionarie e in rapido miglioramento. Gli altri due pazienti, l’uomo e una ragazza di 26 anni, giunti al pronto soccorso a cavallo del Capodanno, sono attualmente in degenza ordinaria e in via di guarigione. Infetto anche un bimbo, per precauzione oggi chiusa la scuola Angiulli.
APPROFONDIMENTI
Le notizie
Non corrispondono dunque al vero tutte le notizie allarmistiche circolate ieri mattina in maniera incontrollata e virale sui social che parlavano di molti più casi, di decessi e di gravi quadri di setticemia. Non è escluso tuttavia che in queste ore, in relazione al tracciamento avviato dalla Asl Napoli 1 sui contatti con relativi tamponi e prelievi in alcuni soggetti lievemente sintomatici, possano emergere altri casi di positività alla Neisseria meningitidis con uno dei ceppi circolanti alle nostre latitudini (il sierotipo B, A, C, W135 e Y). «La positività al batterio, tuttavia – spiega nell’intervista a margine Franco Faella, primario emerito del Cotugno e decano degli infettivologi campani – senza sintomi clinici non ha alcun significato perché sono tantissimi i soggetti portatori che possono semmai tramettere il patogeno a soggetti influenzati, con basse difese immunitarie e sottoposti a sbalzi di temperature come avviene in questo periodo, in qualunque luogo affollato che con può diventare a rischio per questo».
L’azienda
È del resto la stessa Azienda dei colli, a fronte di un susseguirsi di notizie non corrispondenti al vero, a chiarire in una nota come stanno realmente le cose: «In relazione alle notizie circolate nelle ultime ore circa presunti “focolai” di meningite da Neisseria meningitidis (meningococco), si intende fornire opportuni chiarimenti per una corretta informazione alla cittadinanza: i casi attualmente ricoverati presso il Cotugno presentano diverse matrici patogene (ossia non si tratta dello stesso ceppo batterico) e non sono riconducibili a un unico ceppo infettivo. Tale incidenza di casi rientra – chiarisce ancora la nota dell’azienda dei Colli – nei flussogrammi stagionali attesi, in particolare alla luce del brusco cambio di temperature. Si conferma, infine, un legame di conoscenza tra i tre pazienti affetti da Neisseria meningitidis di cui, come detto, uno (una delle due ragazze) è giunta domenica notte». I sintomi sono quelli classici della meningite, febbre alta, rigidità nucale, mal di testa e confusione mentale. Il ricovero in rianimazione, va sottolineato, è stato un rimedio cautelativo ma le condizioni di salute e lo stato generale non destano allarme. Gli altri 2 pazienti sono come detto tornati da alcuni giorni in degenza ordinaria in reparto e in condizioni cliniche migliorate e stazionarie.
L’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze – conclude la nota del Cotugno – non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta». I tre pazienti sono ad ogni modo in fase di valutazione clinica e il Dipartimento di prevenzione ed epidemiologia della Asl Napoli 1 sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti tra i contatti dei tre pazienti. I contatti sono stanti anche perché l’uomo che ha contratto l’infezione pare che sia un buttafuori di un locale.

