Impossibile adeguarla alle nuove normative di sicurezza ed emissioni e nel corso dell’anno non si potrà più ordinarla, in attesa dell’eventuale sostituta elettrica Recon
La Jeep Wrangler – qui in allestimento Rubicon – non sarà più venduta in Europa
La lista dei modelli iconici che alza bandiera bianca si allunga con una delle fuoristrada che ha fatto la storia del genere, vero simbolo di libertà a stelle e strisce. Dopo decenni in cui ha incarnato il mito americano dei grandi spazi ed erede di quella Jeep che è la fotografia della liberazione nel 1945, la Casa americana ha confermato che il suo celebre fuoristrada uscirà definitivamente dai listini europei entro il 2026. Una decisione che riflette l’evoluzione delle normative, la transizione verso l’elettrificazione e l’adattamento a un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
Un addio annunciato: perché la Wrangler lascia l’Europa
Per gli appassionati, la Jeep Wrangler non è mai stata solo un’automobile, ma un vero mito che però nel Vecchio Continente si è scontrata con la realtà normativa. I vertici della Jeep hanno infatti spiegato in una nota che, nella sua forma attuale, la Wrangler non riesce a rientrare nei nuovi standard comunitari in materia di emissioni e sicurezza, dalle emissioni di CO₂ ai sistemi di assistenza alla guida che entreranno in vigore nei prossimi anni. Troppo costoso adeguare un modello – molto apprezzato negli USA – ma decisamente di nicchia dalle nostre parti, sia per dimensioni che per consumi. Per questo motivo la Wrangler è già in uscita dai listini e sparirà completamente entro la prima metà del 2026.

Recon: l’erede elettrica che guarda al futuro
Per fortuna, la storia non finisce qui. Jeep continuerà a proporre fuoristrada duri e puri: al posto della Wrangler, il costruttore americano prevede di introdurre in Europa la nuova Recon, un fuoristrada di nuova generazione completamente elettrico, pensato per combinare spirito avventuroso e rispetto delle normative ambientali. Un progetto nato con architettura e propulsione a batteria (da 100 kWh) ma che manterrà le caratteristiche di trazione integrale e capacità off-road tipiche della tradizione. Le poche informazioni trapelate finora, parlano di due motori elettrici per una potenza complessiva di 650 cavalli, differenziale posteriore elettronico e assale anteriore a disconnessione automatica, per ottimizzare l’efficienza su strada normale e garantire un’autonomia di circa 450 chilometri.

Arriverà anche la Wagoneer S
L’adeguamento della gamma Jeep non riguarda solo l’Europa perché anche sui mercati nordamericani è prevista una marcia indietro sulle versioni plug-in, a favore dei modelli ibridi, con range extender e 100% elettrici. Quindi tanti saluti alla Wrangler e alla Grand Cherokee 4xe, ma anche Alfa Romeo Tonale Phev. Tornando all’Europa, il 2026 vedrà l’arrivo di un’altra novità, sotto forma di un lussuoso SUV di grandi dimensioni, la Wagoneer S: come la Recon, si affida ad un sistema bimotore con architettura a 400 V e batteria da 100 kWh. Presentata in anteprima europea all’ultimo Salone di Bruxelles, sarà dotata del sistema Selec-Terrain che permette di scegliere tra le cinque modalità di guida: Auto, Sport, Eco, Snow e Sand.

Insomma Jeep non abbandona l’Europa, ma riprogetta la sua presenza, all’insegna dell’elettrico, per rispondere alle normative e probabilmente scontentando molti clienti affezionati a modelli, come la Wrangler, simboli di motori ruggenti e meccanica ruspante. La nuova generazione di veicoli – che punta su tecnologia e sostenibilità – è inequivocabilmente il segno di una trasformazione profonda dell’automotive che, per Jeep, significa elettrificare l’avventura. Se questa apparentemente inevitabile transizione sarà anche effettivamente elettrizzante, è tutto da vedere.
14 gennaio 2026
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