A pochi giorni dal via degli Australian Open 2026 (in programma dal 18 gennaio al 1° febbraio), l’avvicinamento di Novak Djokovic al primo Slam della stagione è tutt’altro che sereno. A 38 anni, il campione serbo continua a sfidare il tempo con una dedizione fuori dal comune, ma questa volta è il fisico a lanciare segnali che non possono essere ignorati.

Dopo il ritiro all’ultimo minuto dal torneo di Adelaide, scelta già di per sé prudente e indicativa, l’arrivo a Melbourne ha acceso ulteriori campanelli d’allarme. Le prime sessioni di allenamento hanno mostrato un Djokovic lontano dalla brillantezza atletica che da anni lo contraddistingue. In campo, il livello tecnico resta riconoscibile, ma è il corpo a non rispondere come vorrebbe.

Durante un allenamento con Jiri Lehecka, il serbo è apparso affaticato, spesso in difficoltà nel recuperare fiato dopo scambi anche non particolarmente intensi. Una situazione inizialmente sottovalutata, ma diventata più significativa il giorno successivo, quando Djokovic ha sostenuto una doppia sessione di allenamento che ha sollevato dubbi concreti sulle sue condizioni fisiche.

Alla Rod Laver Arena, contro Daniil Medvedev, il ritmo è stato volutamente basso. Pochi scambi, intensità ridotta e un approccio estremamente cauto, ben distante dagli allenamenti ad alta intensità mostrati da altri protagonisti del torneo, come Jannik Sinner. Djokovic ha chiaramente cercato di evitare carichi eccessivi, proteggendo zone del corpo che sembrano già sotto stress. Il set di allenamento, perso 7-5, è stato più una formalità che una vera simulazione di gara.

La vera preoccupazione è arrivata nel pomeriggio. Sul campo 10, una nuova sessione si è interrotta dopo appena 12 minuti. Nole ha richiesto l’intervento del fisioterapista a causa di un forte dolore al collo, che gli impediva persino di servire con continuità. Un episodio che ha immediatamente allarmato tifosi e addetti ai lavori, considerando la vicinanza all’esordio nel torneo.

L’asso nativo di Belgrado sa bene che, per provare a competere ancora per un titolo Slam, dovrà gestire le energie nei primi turni e arrivare integro alle sfide più impegnative. La sua presenza non è in discussione nel Major, ma le condizioni fisiche restano un’incognita.