di
Stefano Montefiori

Il 15 e il 22 marzo si vota in tutto il Paese per le amministrative. A sostenere il giovane Louis uno schieramento molto ampio che va dalla destra al centro

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 
PARIGI Il 15 e il 22 marzo si vota in Francia per le elezioni comunali, e tra i volti nuovi che si candidano c’è quello di Louis Sarkozy, il 28enne figlio dell’ex presidente della Repubblica e della sua seconda moglie Cécilia Attias. Sarkozy jr vuole diventare sindaco a Mentone, la cittadina al confine con l’Italia, pur non essendo «mentonasco né per discendenza, né per origine, né per nascita, né per educazione, ma per adozione», affermando di essere il candidato del «rinnovamento» e ritenendo che «Mentone abbia bisogno di sangue nuovo». 

La candidatura di Louis Sarkozy diventa l’occasione per un esperimento politico che potrebbe avere ripercussioni a livello nazionale perché ha ottenuto l’appoggio dei Républicains, ovvero il partito della destra gollista al quale appartiene il padre, dei centristi di Horizons dell’ex premier Edouard Philippe, e da ieri anche di Renaissance, il partito guidato dall’ex premier Gabriel Attal e sostenuto dal presidente Macron. «Renaissance sostiene progetti ambiziosi, radicati nella realtà dei nostri territori e portatori di un futuro più giusto, più prospero e più sostenibile per i nostri cittadini», si legge nel comunicato dell’ufficio locale del partito.



















































Soprattutto, Louis Sarkozy dice di essere «pronto a lavorare anche con Reconquete (il partito di Eric Zemmour, ndr) e con il Rassemblement national (il partito di Marine Le Pen, ndr)… Tutti, tranne la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon». Di fatto, quindi, il giovane Sarkozy potrebbe diventare sindaco di Mentone con il sostegno di un ampio spettro politico che potrebbe comprendere l’estrema destra, la destra e il centro. Una formula non limitata per forza a Mentone, perché le scadenze elettorali dei prossimi mesi porranno il problema delle nuove alleanze da stringere, in particolare per l’Eliseo nella primavera 2027. Secondo i sondaggi, al secondo turno decisivo potrebbero qualificarsi Marine Le Pen o il suo sostituto Jordan Bardella (nel caso in cui venisse confermata anche in appello la pena di ineleggibilità della Le Pen), e il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. 

Negli anni scorsi il riflesso abituale della politica francese è stato «Tout sauf Le Pen», ovvero votare qualsiasi avversario di Le Pen: è così che nel 2002 Jacques Chirac venne riconfermato presidente con la percentuale record dell’82% dei voti contro il 18% di Jean-Marie Le Pen, e nel 2017 e 2022 Emmanuel Macron conquistò l’Eliseo sconfiggendo Marine Le Pen. Negli ultimi tempi però le cose sembrano cambiate, la lunga marcia intrapresa da Marine Le Pen per normalizzare il Rassemblement national appare riuscita e destinata a portare i suoi frutti anche alla presidenziale, ancora di più se il candidato del partito sarà Jordan Bardella e non lei. In quel caso, molti francesi potrebbero seguire il nuovo motto «Tout sauf Mélenchon», ovvero preferire chiunque a Mélenchon, un po’ come Louis Sarkozy dice di volere fare a Mentone.

Il figlio del presidente emerito, che si è mostrato in più occasioni accanto al padre durante la tournée di presentazione del libro «Diario di un prigioniero» scritto da Sarkozy in cella, prende talvolta posizione su temi identitari cari all’estrema destra di Zemmour e della compagna di quest’ultimo, Sarah Knafo. Per esempio, Louis Sarkozy critica la decisione della catena di ristoranti Kfc di proporre un menu 100% halal in 24 ristoranti francesi a partire da mercoledì 21 gennaio. «Kfc non è che un sintomo, la vera questione è l’islamizzazione crescente delle nostre società – dice intervenendo alla radio Rmc -. La Francia sta iniziando ad assomigliare sempre più al Libano: una società frammentata, divisa, in balia del comunitarismo e dell’oscurantismo religioso. L’halal è solo un sintomo di qualcosa di più grave: la progressiva scomparsa di ciò che costituisce la Francia, la sua diluizione, la sua trasformazione in qualcosa di molto peggiore».

Tra due mesi il voto a Mentone e negli altri comuni di Francia, che darà una prima indicazione sulle manovre in atto a destra per superare, come suggerisce ormai anche Sarkozy padre, l’antica frattura tra gollisti e lepenisti, e sulla disponibilità dei centristi di aggregarsi alla destra in funzione anti-Mélenchon.

14 gennaio 2026