Il dottor Roberto Cosentini, direttore del Centro di Emergenza Alta Specializzazione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, illustra l’impatto che il picco dell’influenza ha avuto sul pronto soccorso nelle ultime settimane

“In alcuni giorni gli accessi al pronto soccorso sono aumentati del 20%, ma sono cresciuti del 20-25% anche i ricoveri”. Così il dottor Roberto Cosentini, direttore del Centro di Emergenza Alta Specializzazione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, illustra l’impatto che il picco dell’influenza ha avuto sul pronto soccorso nelle ultime settimane, in modo particolare fra Natale e Capodanno.

“Abbiamo avuto la conferma di quello che era stato previsto: la stagione influenzale quest’anno è particolarmente intensa, sia in termini numerici sia a livello di gravità del coinvolgimento clinico” – prosegue il dottor Cosentini.

Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Com’è la situazione a Bergamo?

Abbiamo avuto la conferma di quello che era stato previsto: la stagione influenzale quest’anno è particolarmente intensa, sia in termini numerici sia a livello di gravità del coinvolgimento clinico. In queste settimane si è riscontrato un incremento degli accessi al pronto soccorso, ma soprattutto dei ricoveri, in parte dovuti a casi di polmonite e in parte per il verificarsi di un peggioramento acuto delle condizioni di soggetti fragili anche in assenza di un interessamento polmonare. La febbre alta, infatti, costituisce uno stress difficile da affrontare per questi pazienti.

L’incremento degli accessi e dei ricoveri è stato significativo?

Si, in alcuni giorni gli accessi al pronto soccorso sono aumentati del 20%, ma sono cresciuti del 20-25% anche i ricoveri. Il fatto che il picco dell’influenza si sia verificato nell’ultima settimana dell’anno, coincidendo con il periodo tra Natale e Capodanno non ha aiutato perché durante le festività, quando le persone si riuniscono, i contagi fisiologicamente crescono.

Per concludere, a livello operativo, quali sono le maggiori criticità che avete dovuto affrontare?

Siamo riusciti a far fronte alle richieste, seppur con maggiori difficoltà rispetto al periodo pre-natalizio. Facendo un confronto con il resto dell’anno, abbiamo avuto più pazienti in attesa di ricovero per più ore. Considerando che partiamo da una situazione piuttosto difficile a livello dei ricoveri, su spinta della Regione, in vista del picco, l’Ospedale ha approntato alcune misure come l’incremento dei posti letto. Per i pazienti che non necessitavano di ospedalizzazione, invece, sul territorio sono stati utili gli hot spot infettivologici.

E quanti posti letto avete aggiunto?

In vista del picco, poco prima di Natale abbiamo cominciato ad aggiungere posti letto e siamo arrivati ad averne una ventina in più considerando quelli disponibili nei reparti dell’area medica, ossia Medicina, Malattie infettive e Pneumologia, che sono quelli in prima linea contro le complicanze dovute all’influenza.