Arriva in Italia Design come arte (programmata) / Design as (programmed) art, la mostra che racconta in che modo Bruno Munari sia riuscito a trasformare il design editoriale in un sistema di segni dinamico che cita i principi dell’arte programmata.

Mostre

Bruno Munari.Tutto: la Fondazione Magnani Rocca ci fa riscoprire la complessità del poliedrico maestro

Aurelio Magistà

18 Marzo 2024

Dopo il debutto al MoMA PS1 di New York, sede distaccata dell’omonimo museo con alle spalle mezzo secolo di lavoro dedicato all’arte contemporanea, l’esposizione ora fa tappa dal 14 al 25 gennaio negli spazi di Careof, all’interno della Fabbrica del Vapore di Milano. Curata dal graphic designer e scrittore David Reinfurt e realizzata in collaborazione con l’editore americano Inventory Press e Spazio Munari, la mostra porta nel capoluogo lombardo anche una novità. Il racconto infatti è arricchito dal video Tempo nel tempo, realizzato da Bruno Munari e Marcello Piccardo nello Studio di Monte Olimpino, un film “di ricerca sul comportamento umano in un atto circoscritto, un salto mortale, attraverso la dilatazione del tempo di un secondo fino a circa tre minuti”, spiega in una nota la casa editrice Corraini da sempre impegnata in un’intensa attività dedicata alla promozione del lavoro del poliedrico maestro nel mondo. E non poteva che editare il libro Design come arte (programmata) (96 pagine, 20 euro – in italiano e inglese) pubblicato con la collaborazione di Esperia.

Firmato da David Reinfurt, l’autore racconta questo particolare aspetto della complessa galassia munariana esaminando come ha applicato i principi dell’arte programmata alla grafica declinata in diverse forme, dalla tipografia al colore passando per copertine editoriali e manifesti tra cui alcuni esempi realizzati per Campari fino alle copertine Einaudi e Bompiani degli anni Sessanta e Settanta tra cui Il Menabò (Einaudi), Collezione di poesia (Einaudi), Nuovo Politecnico (Einaudi) e I Satelliti (Bompiani). Gli elementi che caratterizzano queste ultime due sono il cerchio e quadrato figure protagoniste anche nella carta da parati, prodotta da Jannelli&Volpi, che riveste le pareti del percorso espositivo, riprendendo il motivo della piastrella in ceramica Tuttotondo progettata da Munari per Gabbianelli nel 1982. Ecco, quindi, che, il design diventa arte viva e mutevole e “non come decorazione, ma come progetto grafico e visivo capace di generare infinite variazioni a partire dai criteri dell’arte programmata”, sottolinea Corraini.

Torna per gioco la scimmietta di Bruno Munari

Valentina Ferlazzo

15 Luglio 2022

Del resto, Munari ha dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione nutrita sempre dal mutamento di prospettiva perché un tema fondativo del suo pensiero è che il cambiamento deve essere l’unica costante: l’opera d’arte, come la natura, deve trasformarsi continuamente. Per approfondire questo interessante tema il 21 gennaio alle ore 18.30 è fissato l’incontro Programmare la grafica, con la partecipazione di Luca Pitoni, graphic designer e fondatore di Tomo Tomo Studio, e Pietro Corraini di Corraini Edizioni, oltre ai partner della mostra Esperia Tipografia e Jannelli&Volpi.

Il poster è morto, viva il poster

Nino Brisindi

08 Febbraio 2021