Così i giornalisti in attesa della visita di Mattarella hanno manifestato al Mattatoio il loro dissenso contro l’ad di Exor, John Elkann, in trattativa con i greci di Antenna per la cessione degli asset editoriali del Gruppo Gedi

«Giornalismo, dignità, indipendenza»; «la Repubblica siamo noi»;  «Giornalismo, dignità, indipendenza», «Elkann non è la tua festa»: sono gli striscioni di protesta mostrati dal comitato di redazione di Repubblica davanti all’ex Mattatoio di Roma che ospita la mostra dedicata ai cinquant’anni del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

La trattativa con Antenna e il post su Instagram

Con fischietti e cori, il Cdr e un gruppo di colleghi – in attesa
dell’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal direttore Mario Orfeo e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri – hanno esposto così il loro dissenso contro l’amministratore delegato di Exor, John Elkann, in trattativa con il gruppo greco Antenna per la cessione degli asset editoriali del Gruppo Gedi. In un post su Instagram i giornalisti di «laRepubblica siamo noi» hanno scritto: «La presenza di Elkann alla mostra è un vergognoso schiaffo in faccia a Repubblica e ai suoi lavoratori e lavoratrici. Siamo stati lasciati fuori dall’inaugurazione della mostra al Mattatoio. Quindi chi vuole disfarsene è dentro a festeggiare, chi Repubblica la fa ogni giorno è fuori, alla stregua di fastidiosi disturbatori. Probabilmente per non infastidire un editore che non si è mai degnato di incontrare le rappresentanze sindacali nel pieno della vertenza per la cessione di Gedi».




















































14 gennaio 2026 ( modifica il 14 gennaio 2026 | 20:11)