di
Simone Canettieri
I provvedimenti, che saranno varati nei prossimi Consigli dei ministri, intervengono su sicurezza pubblica, immigrazione e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni
È in arrivo una stretta sulla sicurezza. Gli uffici legislativi del ministero dell’Interno hanno trasmesso un decreto legge e un disegno di legge (il primo composto da 25 articoli, il secondo da 40). I provvedimenti saranno varati nei prossimi Consigli dei ministri per prendere poi iter diversi.
Sono norme che intervengono su sicurezza pubblica, immigrazione internazionale e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni. Il pacchetto prevede, tra l’altro, la creazione di zone rosse nelle città, il potenziamento dei daspo e delle misure di prevenzione, più fondi per la sicurezza urbana per i sindaci, contrasto all’immigrazione illegale, velocizzazione e maggior efficacia delle espulsioni e dei rimpatri.
Nel ddl c’è anche lo «scudo legale» per le forze dell’ordine. Cioè la tutela processuale per le forze di polizia con l’estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Come annunciato dalla premier Giorgia Meloni sono in arrivo anche misure che prevedono il divieto di porto di coltelli e di vendita di armi da taglio ai minori con sanzioni pecuniarie certe e accessorie come la sospensione della patente e del passaporto e del permesso di soggiorno. Multe anche ai genitori di minorenni che non vigilano. Si tratta, in questo caso, delle «norme anti maranza», come le chiamano dalla Lega. Il partito di Matteo Salvini rivendica la stretta studiata dai tecnici del Viminale, guidati dal ministro Matteo Piantedosi. Nel ddl c’è spazio anche per gli interventi della polizia durante le manifestazioni in caso di sospetti su facinorosi.
Anche il Pd ripresenterà un ddl per bloccare la vendita di armi di taglio ai minori. «Vogliamo lavorare sulla prevenzione e sulla formazione: la destra sulla sicurezza ha fallito», dicono dal Pd.
Pene più dure per i furti e non serve più la querela
Viene reintrodotta la procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato ad esempio quello commesso nelle stazioni ferroviarie. Il furto commesso con destrezza torna a essere procedibile d’ufficio, modificando quanto previsto dalla riforma Cartabia. Previsto anche l’aumento delle pene per il furto in abitazione e per il furto con strappo. Il ddl punta a passare dagli attuali «da quattro a sette anni» di reclusione a «da sei a otto anni», per il reato base. E contestualmente si punta all’attuale reclusione «da cinque a dieci anni» alla reclusione «da sei a dieci anni» per l’ipotesi aggravata. Per quanto riguarda i daspo c’è l’estensione del divieto di accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane anche nei confronti di coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva nel corso dei 5 anni precedenti, per reati commessi durante le manifestazioni. Per le quali è prevista la perquisizione sul posto in caso «di eccezionale gravità» e il fermo di prevenzione di 12 ore per accertamenti nei confronti di persone sospettate.
Contro la violenza minorile misure a partire da 12 anni
Per prevenire la violenza giovanile è previsto l’ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni. Inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo.
Viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti dei genitori dei minori che non hanno dimostrato di non aver potuto impedire il fatto. La medesima sanzione amministrativa pecuniaria, irrogata dal prefetto, è prevista anche per i casi di ammonimento del questore nei confronti di minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo. Stop alla vendita a minorenni — anche su web o piattaforme elettroniche — di «armi improprie», in particolare di strumenti da punta e taglio. La violazione del divieto è punita una la sanzione fino di 12.000 euro e con la revoca della licenza.
Uno stop a coltelli e lame. Giovani, multa ai genitori
Divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento punito con la reclusione da 1 a 3 anni. E divieto di porto, se non per giustificato motivo, di altri coltelli e strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a 8 centimetri, punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. È prevista un’aggravante specifica, con aumento di pena da un terzo alla metà, qualora il reato sia commesso da persone travisate nelle immediate vicinanze di istituti di credito, parchi, stazioni ferroviarie e della metropolitana. Inoltre il prefetto potrà applicare anche sanzioni amministrative accessorie come la sospensione della patente di guida, del passaporto e del permesso di soggiorno. Se i fatti sono commessi da un minore — si tratta dei provvedimenti che già qualcuno tra i salviniani ha ribattezzato come «anti maranza» — è prevista sempre una multa di mille euro nei confronti dei genitori. C’è inoltre la facoltà di arresto facoltativo in flagranza per gli under 18 per porto illecito di coltelli.
Perquisizioni sul posto e daspo post cortei
Estensione del Daspo, cioè il divieto di accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane anche nei confronti di coloro che risultino denunciati o condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni. Nel ddl viene anche introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche. A tutela della sicurezza scatta la possibilità di perquisizioni sul posto durante le manifestazioni. Tra le novità c’è anche il fermo di prevenzione: la possibilità di accompagnare e trattenere persone sospettate negli uffici di polizia fino a dodici ore. Sempre a proposito di manifestazioni: per il mancato preavviso e per chi non rispetta le prescrizioni della questura saranno contemplate sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di 3.500 euro a un massimo di 20.000. In caso di mancato rispetto delle limitazioni poste alla circolazione o dell’itinerario previsto, si applicherà una sanzione amministrativa da 10.000 a 20.000 euro. Vengono depenalizzate e “monetizzate” anche le grida e le manifestazioni sediziose.
Reati con la giustificazione. Lo scudo penale agli agenti
È una sorta di «scudo penale» per le forze dell’ordine. Nel ddl è previsto che il pubblico ministero non provveda all’iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato quando appare che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità). Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all’iscrizione nel predetto registro. Sempre su input del Viminale si parla dell’estensione dell’applicabilità «degli istituti volti alla tutela legale del personale delle forze di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate». Per quanto riguarda le carriere: ci sarà l’ampliamento dei titoli di studio per l’accesso ai ruoli di funzionari, l’ingresso diretto con inquadramento dirigenziale degli appartenenti alla carriera dei medici, viene abbassato il limite massimo per la partecipazione ai concorsi per l’ammissione all’Accademia militare dell’Arma dei carabinieri. Nel disegno di legge si va a intervenire anche nei meccanismi concorsuali della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria.
Più centri per i migranti ed espulsioni facilitate
Sono diverse le norme sui migranti contenute nel pacchetto sicurezza. A partire dal potenziamento della rete delle strutture destinate all’accoglienza e al trattenimento dei cittadini stranieri. Il ministero dell’Interno fino al 31 dicembre 2028 avrà ampie facoltà di deroga della normativa vigente, anche avvalendosi dell’Anac. Le espulsioni inoltre saranno più facili dopo il secondo ordine di allontanamento del questore. Tra le altre cose è prevista l’abrogazione della disposizione che impone, senza alcuna verifica reddituale, il gratuito patrocinio nella fase giurisdizionale contro il provvedimento di espulsione del cittadino extra Ue. Nel testo c’è anche l’autorizzazione di una spesa complessiva di 8 milioni di euro per dare esecuzione ai rimpatri e far fronte all’attuazione del Patto europeo della migrazione e asilo. È chiamata «stretta anti ong» la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Infine, il concetto di «Paese sicuro» entra nel diritto interno e nel decreto si prevede che il trattenimento dei migranti sarà disciplinato con norme di rango primario.
Le regole nelle città per le «zone rosse»
Nel decreto legge invece è prevista l’istituzione da parte dei prefetti delle zone rosse nelle aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, possibilità oggi prevista solo in casi eccezionali ed urgenti. Nelle zone a vigilanza rafforzata sarà vietata la permanenza e disposto l’allontanamento di persone — già segnalate dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, il patrimonio o per stupefacenti o per il porto di armi o oggetti atti ad offendere o per il porto di armi per cui non è ammessa licenza — che terranno nelle aree in questione comportamenti violenti, minacciosi o molesti, mettendo in pericolo la sicurezza e impedendo la libera fruibilità di quelle aree. Un esempio: le stazioni ferroviarie delle grandi città metropolitane.
L’individuazione delle zone rosse dovrà comunque portarsi dietro la specifica indicazione dei luoghi interessati e del termine di durata. Saranno precedute da analisi e valutazioni aggiornate della Prefettura sulla base degli elementi disponibili. Alla base dell’intervento ci dovrà un chiaro allarme sicurezza.
Riconoscimento dei volti per le violazioni dei tifosi
Per garantire una maggiore sicurezza all’interno degli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali e con la più recente e avanzata regolamentazione dell’Ue sull’intelligenza artificiale, si prevedono «sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori». Come funzioneranno? Sono meccanismi dotati di una funzione di riconoscimento facciale integrata con componenti di intelligenza artificiale. Per l’Italia si tratta una novità non da poco. Il riconoscimento facciale degli spettatori opera a posteriori in quanto lo stesso si attiva solo dopo aver commesso un reato nel corso della manifestazione sportiva, supportando le forze di polizia nella identificazione del presunto autore anche ai fini dell’adozione di misure come il Daspo e l’arresto in flagranza differita. In vista della stagione estiva, inoltre, polizia e carabinieri potranno utilizzare anche «natanti», affiancando o sostituendo così le moto d’acqua oggi in dotazione, per i servizi di vigilanza dei litorali, e superando in questo modo l’attuale limitazione.
Vai a tutte le notizie di Roma
Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma
14 gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA