La notizia del proscioglimento di Chiara Ferragni ha fatto rapidamente il giro dei social. Per l’influencer, imputata nel processo con rito abbreviato che la vedeva imputata a Milano per truffa aggravata in relazione alle operazioni commerciali ‘Pandoro Balocco Pink Christmas’ (Natale 2022) e ‘Uova di Pasqua’, i pm avevano chiesto un anno e otto mesi, ma la sentenza di “non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele” ha stabilito il venir meno dell’aggravante. E poiché la truffa è perseguibile solo su querela (in questo caso assente, visto che il Codacons l’ha ritirata) l’accusa è caduta.
Ferragni assolta, le reazioni della Lucarelli
“Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”, le prime parole dell’influencer dopo la sentenza. E proprio queste brevi dichiarazioni, rilancia Today, sono state sottolineate da Selvaggia Lucarelli con un breve ma esaustivo commento tra le sua storie Instagram pubblicato poco dopo la notizia dell’assoluzione.
“Pensa ai follower”, ha scritto l’autrice del libro ‘Il vaso di Pandoro’ dedicato all’ascesa, ma soprattutto alla rovinosa caduta di Chiara Ferragni e Fedez (proprio Lucarelli, infatti, fu la prima a insistere sui dubbi di trasparenza di quelle operazioni commerciali). E accanto al breve commento, anche un’emoji rappresentativa di un certo disaccordo.
Lucarelli spiega la decisione del tribunale
E ancora, in una storia successiva, “la questione Ferragni spiegata in breve”: “Per procedere per il reato di truffa servivano le querele che inizialmente c’erano”, scrive Lucarelli: “Codacons aveva ritirato le querele grazie ad un accordo mediante risarcimento. Dunque, senza quelle querele, era impossibile processare Ferragni per truffa semplice. Quella aggravata (che procede anche senza querele) non ha retto perché mancavano le aggravanti”, l’analisi.
“Tecnicamente – osserva infine Lucarelli – è stata prosciolta, non assolta. Resta invece colpevole di pubblicità ingannevole e sul fronte amministrativo – ricorda ancora – ha estinto il suo debito pagando 3 milioni di euro tra multe e donazioni”.
I rapporti tra Selvaggia Lucarelli e Chiara Ferragni
Era il 15 dicembre 2022 quando Selvaggia Lucarelli raccontò per la prima volta di aver indagato in merito a uno dei prodotti natalizi più in voga in quel momento, il desideratissimo pandoro rosa firmato Chiara Ferragni realizzato in collaborazione con Balocco, per scoprire se quei fini benefici tanto decantati fossero reali o meno.
“È solo marketing” affermava allora la scrittrice, spiegando poi come i ricavi dalle vendite dei pandori in questione non sarebbero andati in beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino come raccontato dall’imprenditrice digitale o, perlomeno, non grazie a Ferragni. Secondo i suoi dati, la donazione benefica era solo in capo a Balocco, a differenza di Chiara che dall’azienda avrebbe ricevuto solo il compenso della collaborazione commerciale.
Lo scoppio del caso
Del caso si parlò a lungo finché un anno dopo l’Antitrust comminò una multa di oltre un milione di euro alle società riconducibili a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta e l’accusa di truffa. Da quel momento la vita di Ferragni è cambiata moltissimo, dal punto di vista sentimentale (la separazione da Fedez risale ai mesi successivi) e anche professionale, alla luce dei cambiamenti degli assetti delle sue società e della crisi del suo brand (molti i negozi chiusi dopo quel momento).
Invitata da Piero Chiambretti nel suo programma su Rai3, Donne sull’orlo di una crisi di nervi’, Lucarelli parlò del libro inchiesta sull’impero Ferragnez, ma non solo. Alla domanda se si sia mai sentita in colpa per tutto quello che è successo dopo la sua inchiesta: “Io faccio il mio mestiere, credo che loro si siano rovinati”, rispose la scrittrice: “Credo che Chiara Ferragni sia responsabile delle sue azioni. Non le ho detto io di mescolare un’operazione commerciale con una benefica e di far finta che comprando i pandori si contribuisse alla donazione all’ospedale Regina Margherita. Cioè, ecco non posso sentirmi responsabile”.
Lucarelli: “Provo empatia nei confronti di Chiara”
Un anno fa alla domanda di Silvia Toffanin se avrebbe desiderato riappacificarsi con qualcuno, Lucarelli fece ancora il nome dell’imprenditrice: “In questo periodo della mia vita provo empatia nei confronti di Chiara Ferragni. Mi sembra che abbia pagato a sufficienza per quello che ha commesso. Io non credo che quello che l’è capitato che sia stato un errore, sarebbe troppo facile. Ha fatto qualcosa di sbagliato. Tutto l’aspetto penale non mi interessa. Lei ha pagato dal punto di vista della reputazione: ormai qualsiasi cosa dica e faccia viene riempita in insulti. Anche a livello professionale ha pagato molto”.