Firenze – A febbraio dell’anno scorso, un mese dopo la nascita di suo figlio, lo chef fiorentino Emiliano Milza, 51 anni, accese cinque polizze sulla vita della compagna 52enne Franka Ludwig. Prevedevano un premio triplicato in caso di decesso della donna, che aveva appena partorito il bambino – che oggi sta per compiere un anno – dopo un’ovodonazione fatta in Georgia. È almeno da quel momento che il piano diabolico ordito da Milza per eliminare la compagna avrebbe cominciato a prendere forma.
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Il piano preparato dallo chef che ha lavorato nei ristoranti stellati
Un piano che l’uomo, chef (ha lavorato in location stellate) e imprenditore nel campo della ristorazione, avrebbe messo in pratica sfruttando le proprie doti manipolatorie. Ne sono convinti gli inquirenti che martedì, dopo aver ascoltato 140 testimoni e analizzato anche con il dna il punto in cui la donna venne trovata priva di vita, lo hanno sottoposto a fermo per omicidio: la sua ‘arte’ nell’incantare il prossimo avrebbe fatto presa sia sulla madre di suo figlio, che sull’amica, Simona Hirsch, sottoposta anche lei a fermo.

Il punto dove venne trovato il corpo di Franka Ludwig (in alto a destra). Sotto i due accusati dell’omicidio: Simona Hirsch ed Emiliano Milza
Il delitto pianificato per il 2 luglio 2025 nei boschi di Castagno d’Andrea. Simulato un incidente
È lei, 59 anni, titolare di una copisteria e nota per l’organizzazione di mostre dedicate ai bonsai, che avrebbe materialmente completato il piano uccidendo la donna, all’alba del 2 luglio dell’anno scorso, nei boschi di Castagno d’Andrea, colpendo Franka alla testa con un masso e poi investendola con l’auto. Tutto questo per simulare l’incidente stradale che avrebbe permesso a Milza di incassare il premio da tre milioni di euro. Il movente dell’omicidio.
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La ragionera di Emiliano Milza indagata per concorso in truffa all’assicurazione
Un ruolo, nel disegno dello chef, i carabinieri guidati dal pm Andrea Cusani lo assegnano anche alla ragioniera di fiducia di Milza, indagata per concorso in truffa all’assicurazione e intercettata nei suoi colloqui con la figura centrale dell’inchiesta in questi sei mesi d’indagine. Anche lei è stata perquisita e le sono stati sequestrati i dispositivi elettronici, che ora saranno analizzati.

Le indagini sul delitto di Franka Ludwig
Franka Ludwig narcotizzata nella casa vacanze di Scarperia con le benzodiazepine
Grazie al lavoro del medico legale Susanna Gamba, è stata ricostruita anche la fase esecutiva del piano. Il delitto è maturato in una casa vacanze di Scarperia, dove la famiglia stava passando una mini vacanza assieme anche agli anziani genitori della Ludwig venuti apposta dalla Germania. Milza e la Hirsch avrebbero fatto bere con l’inganno una dose massiccia di Halcion, un farmaco a base di benzodiazepine che avrebbe fatto cadere in uno stato di semincoscienza la donna. A questo punto, i due si sarebbero divisi.
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La vittima caricata su un Doblò, poi Milza si è costruito l’alibi tornando a Montorsoli
Dopo aver caricato Franka su un Doblò, Milza si sarebbe procurato un alibi, tornando a casa a Montorsoli (ripreso dalle telecamere) e passando la mattinata a sbrigare pratiche. Simona Hirsch sarebbe invece partita in direzione del Monte Falterona, per quella che doveva essere una giornata dedicata al trekking, la passione della Ludwig. Una telecamera posta sul tracciato da Scarperia a San Godenzo, avrebbe inquadrato la sagoma della tedesca priva di sensi.
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Altri indizi del suo stato di “minorata difesa”: le suole delle scarpe della donna erano praticamente pulite, dettaglio incompatibile con l’aver camminato su quel sentiero, e recavano anche tracce di vomito. Ieri, Milza ha incontrato il suo legale, Vittorio Sgromo. Domani o sabato, si terrà la convalida del provvedimento davanti al giudice. Nelle cento pagine del fermo, tutti gli elementi a carico dello chef e anche il rischio che potesse fuggire. Anche senza suo figlio, che in questi mesi è stato accudito soprattutto dalla nonna.

