La seconda linea degli Ospreys, James Fender, è sempre più vicino a un passaggio in Pro D2, con Grenoble in netto vantaggio nella corsa al suo ingaggio. Il club francese aveva già tentato l’affondo la scorsa estate e, secondo i media britannici e transalpini, dispone ora di una sorta di “corsia preferenziale” per chiudere l’operazione.

Classe 2001, Fender è ancora senza caps con il Galles, ma è considerato un giocatore di interesse nazionale ed è finito nel giro della selezione maggiore, tanto da essere convocato in autunno dal nuovo ct Steve Tandy prima di fermarsi per un infortunio alla spalla. Dunque, allo stato attuale Fender è privo di caps e tutto ciò, di fatto, complica le cose creando un caso anomalo.

Proprio la sua situazione internazionale aveva fatto saltare il trasferimento nel 2025: gli Ospreys non avevano accettato di liberarlo con un anno di anticipo (nonostante la possibilità di ricevere un indennizzo di 100.000 sterline), anche per le implicazioni legate alla regola delle 25 presenze e allo status del giocatore. A parziale discolpa di Fender, sembra che lo stesso giocatore non fosse al corrente dell’inserimento nella lista PNI (Players of National Interest).

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Gli intrecci tra Fender e la Welsh Rugby Union

Con il suo contratto in scadenza in estate, non è detto che la questione dell’inserimento nella lista degli atleti d’interesse nazionale, che aveva ostacolato il trasferimento lo scorso anno, torni a riproporsi, dal momento che questa volta gli Ospreys non dovrebbero liberarlo anticipatamente.

In sostanza, quando Fender firmerà un nuovo accordo, che sia con Grenoble o altrove, tutto potrebbe dipendere dal fatto che sia già stato convocato o meno in Nazionale in quel momento. Allo stato attuale, essendo ancora senza caps, in teoria sarebbe libero di firmare con un altro club e restare comunque eleggibile per il Galles per tutta la durata del nuovo accordo.

Se invece dovesse ottenere una presenza internazionale prima della firma, verrebbe “catturato” dalla regola dei 25 caps e impossibilitato a lasciare i confini nazionali per coltivare le speranze di convocazione, a meno che, come accaduto in casi simili per Jarrod Evans e Rhys Carre, la federazione non stabilisca che il giocatore sia rimasto eleggibile perché non aveva ricevuto un’offerta adeguata da un club gallese ed è stato quindi costretto a trasferirsi all’estero, pur avendo meno di 25 presenze.

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