È in maniera decisamente originale e creativa che Mattia De Marchi ha lanciato il suo nuovo progetto gravel The Grip. Con una studiata serie di contenuti, diluita sapientemente negli ultimi tre mesi e ricca di riferimenti agli anni 90’/ 2000 (il VHS, il Tamagotchi, i Chicago Bulls di Michael Jordan, la sitcom “Willy, il principe di Bel-Air”, i Blink-182 e la PlayStation), il trentaquattrenne di Mirano è arrivato infatti a svelare la nuova realtà racing che quest’anno, grazie ai suoi sforzi sia come team manager che come corridore, andrà a dare un particolare tocco di colore e freschezza ad alcune delle più importanti gare del panorama gravel mondiale.

È qui, da Santa Vall a The Rift passando per altri appuntamenti di prestigio come The Hills, Sea Otter Classic, The Traka e Unbound Gravel, che il neonato team gravel elite cercherà di mettersi in mostra facendosi portatore di una filosofia che combina competizione e agonismo ad altri elementi che da sempre ruotano attorno all’universo gravel come community, estetica e racconto.

È un progetto nuovo, con una direzione precisa e una bici pensata per il gravel moderno. Avere anche un ruolo attivo nello sviluppo del team rende questa sfida ancora più interessante” ha dichiarato in sede di lancio De Marchi.

“Il gravel è sempre stato per me molto più che un semplice tipo di superficie. È lì che ho trovato il mio equilibrio come ciclista, tra la libertà di esplorare e la voglia di gareggiare con grinta. Nel corso degli anni mi ha dato più di quanto mi aspettassi e mi ha riportato alle origini: lo sforzo, la concentrazione, la lucidità che provi quando sei immerso in una gara e tutto il resto scompare…da quella sensazione è nato The Grip” ha proseguito il cugino di Alessandro.

“È un progetto di gara, puro e semplice, che prenderà forma ovunque io decida di mettermi alla prova, sulla strada, sui sentieri, sulle salite dove si decidono le gare, su ogni tratto sterrato che affronterò, attraverso le competizioni, le lunghe giornate spese in bici e la curiosità che mi ha spinto fin dall’inizio. Porta con sé ciò che ho imparato finora e l’ambizione di andare oltre”.

Nel farsi portatore di questa mission Mattia, ovviamente, non sarà solo al timone di The Grip. Ad accompagnarlo in quest’avventura, infatti, l’azzurro avrà al suo fianco in sella il ventinovenne belga ex Unibet Tietema Rockets e Swatt Club Jordy Bouts (primo nel 2025 ad Utopia Gravel Fest) e il ventiduenne francese Eddy Le Huitouze che, dopo due anni nel World Tour con la Groupama-FDJ, ha deciso di cambiare totalmente strada. I tre, da un punto di vista tecnico, saranno supportati da Wilier che, con l’idea di rafforzare la propria presenza nel gravel internazionale di alto livello, ha sposato la causa di The Grip e metterà a disposizione del terzetto una Rave SLR ID2 con livrea dedicata.

“Con The Grip non iniziamo una nuova avventura” hanno fatto sapere Andrea, Enrico e Michele Gastaldello, fratelli e soci dello storico marchio italiano.

“Nel gravel abbiamo già dimostrato di poter vincere le gare più importanti e questo progetto rappresenta il passo definitivo per avere una presenza costante e coerente nel gravel racing, in parallelo a un’offerta prodotto che sta ottenendo riscontri molto positivi, come dimostra il successo della Rave SLR ID2. Competizione e prodotto crescono insieme, fedeli alla Cultura della Velocità e al modo in cui Wilier interpreta l’off-road”.

Attraverso questo sostegno e quello di altri partner di alto livello come SRAM, Prologo, Miche e Pirelli, The Grip ha tutto per unire competizione, performance, sviluppo e cultura gravel ottenendo, grazie alla sua forte identità, un’ampia riconoscibilità in grado di avvicinare e appassionare alla disciplina ancora più persone.