Jean-François Bourlart parla per la prima volta dopo la nascita della nuova Lotto – Intermarché. Al comando del team belga assieme a Kurt Van de Wouver, che si occupa della parte sportiva, e Aike Visbeek, responsabile delle prestazioni, l’esperto dirigente vallone rivela alcuni dettagli della da tempo nota fusione tra i due team belgi. Tra gli aspetti messi in risalto, le difficoltà burocratiche e i sacrifici richiesti da tutto il procedimento, oltre che la partenza del corridore di punta Biniam Girmay. Il piano però è chiaro: un progetto pluriennale che non cela ambizioni e punta con forza sui giovani.

La scorsa estate, proprio durante lo svolgimento del Tour de France, si era iniziato a vociferare con insistenza sulla concreta possibilità di una fusione tra le due compagini. “Abbiamo avuto un primo incontro nel mese di maggio – conferma Jean-François Bourlart – Volevamo poi procedere con calma in seguito al Tour, ma le informazioni sul progetto sono trapelate”. La fusione si è rivelata più complessa del previsto sotto ogni aspetto, dal momento che “non  erano coinvolti solo corridori e staff, ma anche sponsor, partner tecnici e tutto ciò che concerne questioni amministrative e legali di entrambe le aziende”.

In particolare, il sistema delle licenze UCI e l’effettivo roster hanno rappresentato dunque due punti focali. Vista la delicata situazione della Intermarché, l’obiettivo era  mantenere la licenza Lotto integrandovi la struttura del team di Bourlart. Quanto al piano più sportivo invece, l’unione delle compagini aveva portato ad un numero decisamente elevato di ciclisti a libro paga, ben 43. “Siamo orgogliosi della squadra che abbiamo composto”, prosegue il 51enne belga, costretto a una cernita doverosa e obbligata, alla quale si sono aggiunti altri due addii, ossia quelli dell’eritreo Biniam Girmay e del francese Louis Barré, che hanno sposato i progetti rispettivamente di NSN Cycling Team e Visma | Lease a Bike. Particolarmente importante la partenza del corridore africano, il cui contratto è stato ricomprato dal nuovo team svizzero consentendo alla squadra di recuperare liquidità.

Oltre ai singoli, un maggiore interrogativo riguarda giocoforza l’integrazione tra lo stile Lotto e quello Intermarché.  Kurt Van de Wouwer e Jean-François Bourlart pongono però con forza l’accento sulle radici comuni di entrambi sodalizi e sul grosso occhio di riguardo ai giovani, sul quale storicamente hanno fatto affidamento le due compagini. “Felix, il fratello minore di Alexander Kristoff, è qui. E c’è Huub Artz”, evidenzia Bourlart, proprio per sottolineare l’unità di intenti e di visione. Sull’aspetto economico, il CEO è molto schietto sottolineando di “non avere la fortuna di avere alle spalle un Paese molto ricco o un mecenate che finanzi con 50 milioni”.

Effettivamente, il sovrapporsi delle sponsorizzazioni non comporterà un raddoppiamento diretto del budget, ma il futuro è stato garantito per tre anni, in seguito ai quali bisognerà “essere creativi”, citando lo stesso Bourlart, e cercare nuovi modelli visto che “in Belgio è impossibile trovare un partner di grande rilievo internazionale“. L’obiettivo per la stagione è quello di fare bene e conquistare più punti UCI possibile, per un obiettivo realistico, a detta di Van de Wouwer, “tra il 12° e 14°” posto della classifica mondiale.

Su piano più squisitamente sportivo, i corridori di riferimento della nuova squadra saranno Arnaud De Lie (per cui Van de Wouwer auspica più fortuna e “un ruolo nelle classiche”), Lennert Van Eetvelt e Jarno Widar. A questi si aggiungono corridori come Jenno Berckmoes e Milan Menten, già capaci in questi anni di ottenere risultati di buon spessore, ai quali viene richiesto “di cercare di vincere per diminuire la pressione sui nostri uomini di riferimento”