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Redazione Online
Insieme ai due leghisti vicini a Vannacci ha votato contro anche l’ex FdI Emanuele Pozzolo
Due deputati della Lega, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, hanno votato no alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto che conferma gli aiuti militari all’Ucraina. Ha votato contro anche il deputato del gruppo Misto, Emanuele Pozzolo, ex FdI.
Poco prima, in piazza Montecitorio, una decina di aderenti all’associazione “Mondo al Contrario – Team Vannacci Roma Caput Mundi” ha esposto uno striscione con su scritto: «Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani». «Vannacci è vicesegretario della Lega, di sicuro c’è un’identità che è affine, questo è inutile negarlo», risponde poi lo stesso Sasso, alla Camera, alla domanda sulla possibile nascita, oggi, di una corrente di “vannacciani” all’interno della Lega.
Lo «strappo» si è ripetuto poco più tardi in Senato, dove la mozione è stata votata per alzata di mano. Si è dissociato dalla maggioranza il senatore leghista Claudio Borghi (in disaccordo anche in altre occasioni) che non ha partecipato al voto; anche Erika Stefani. inizialmente era stata conteggiata come contraria ma la rappresentante leghista ha poi precisato di aver «convintamente» votato a favore del decreto. Assente al momento del vito il capogruppo Massimiliano Romeo che però aveva partecipato al dibattito.
Su Facebook Sasso ribadisce la sua posizione sugli aiuti militari all’Ucraina. «Ho votato no all’invio di soldi e armi a Zelensky. Qual è l’interesse nazionale? Quello di accettare ciò che ci impongono la von der Leyen e Macron, o quello che vogliono gli Italiani? La maggioranza degli Italiani ritiene che sarebbe meglio fare un passo indietro sulla questione Ucraina. Basta armi, basta soldi per Zelensky. Anche perché continuare a inviare armi e soldi non aiuta di certo il processo di pace e la pace ottenuta oggi sarà sempre meglio di quella di domani, perché più passano i giorni più le condizioni per raggiungerla saranno peggiori per gli Ucraini», scrive.
L’altro «dissidente», Edoardo Ziello, motiva così il suo no, parlando con i giornalisti a Montecitorio: «Al di là delle battute, nel decreto legge c’è espressamente il richiamo al sostegno militare all’Ucraina, una scelta politica. Per coerenza siamo passati dalle parole ai fatti».
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15 gennaio 2026 ( modifica il 15 gennaio 2026 | 17:40)
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