Quando si stava spargendo la voce che al prossimo Festival di Sanremo avremmo visto Madonna come superospite abbiamo subito avuto un sospetto, perché sono anni che il Festival, prafrasando Ambra, «promette e non mantiene» gli ospiti internazionali che un tempo, sì, a Sanremo ci andavano per davvero. Come volevasi dimostrare, l’ipotesi di vedere Madonna a Sanremo 2026 è, come ha specificato il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, assolutamente improbabile: «Credo sia abbastanza impossibile che Madonna possa venire al Festival di Sanremo – ha detto Conti -. Si è creato questo cortocircuito perché Madonna ha cantato La bambola di Patty Pravo, che è una delle artiste in gara. Ma non credo sia percorribile questa strada». Il motivo alla base dell’impercorribilità di questa strada, al di là di un possibile conflitto di interessi con la stessa Pravo presente in gara, è duplice: da una parte c’è un problema di budget e dall’altra c’è un problema di promozione.

Raimondo Vianello e Madonna a Sanremo 1998. (Photo by Rino Petrosino/Mondadori via Getty Images)Mondadori Portfolio/Getty Images
Ormai gli artisti internazionali vengono ospiti nei programmi televisivi italiani solo per promuovere un progetto e, attualmente, Madonna non ha nulla da lanciare considerando che La bambola è una cover che ha inciso per uno spot di Dolce & Gabbana e che il suo nuovo album, Confessions on a Dance Floor. Part 2, uscirà in primavera. Se un tempo il Festival poteva contare sempre sulla promozione – pensiamo, per esempio, all’ospitata di Britney Spears nel 2002 e a quella di Jennifer Lopez nel 2010 – c’era anche margine per dei nomi extra come quello di Sharon Stone nel 2003, che insieme al famoso bacio con Pippo Baudo, a Sanremo recitò in inglese La Desiderata, un poema mistico trovato a Baltimora nella vecchia chiesa di Saint Paul nel 1692. Oggi le cose sono diverse perché, ormai, se non c’è qualcosa da lanciare che giustificherebbe in questo senso l’assenza di cachet – gli ospiti internazionali di Che tempo che fa o di Splendida cornice non percepiscono, infatti, nessun compenso perché è specificato nei loro contratti l’obbligo di promozione – le manifestazioni non mettono mano al portafoglio perché costerebbe troppo.