(METEOGIORNALE.IT) Sembrava quasi che questo Inverno volesse prendersi una pausa troppo lunga, lasciandoci in attesa di quel freddo pungente che, dopotutto, è l’anima di Gennaio. Invece, le ultime proiezioni meteo parlano chiaro e ci raccontano una storia diversa, fatta di correnti polari e di una perturbazione che sta per bussare con decisione alle porte della nostra Italia. Diciamolo chiaramente, la quiete degli ultimi giorni ha i minuti contati. Già dalle prime ore di Giovedì 15 Gennaio, l’atmosfera ha iniziato a mostrare i primi segni di un cambiamento radicale, con un abbassamento della pressione che sta aprendo un corridoio preferenziale per l’aria fredda proveniente dalle latitudini settentrionali.
L’irruzione artica e il calo delle temperature
Il motore di questa svolta meteorologica è un affondo di aria artica marittima che, scivolando lungo il bordo orientale dell’alta pressione ora in ritirata sull’Oceano Atlantico, punta dritta verso il cuore dell’Europa e, inevitabilmente, verso il Mediterraneo. Non è un passaggio indolore, anzi. Le temperature a circa 1500 metri di quota subiranno un tracollo verticale, portando anomalie termiche negative su gran parte del Nord. Se fino a ieri potevamo goderci un sole quasi tiepido in alcune zone collinari, ora dobbiamo tirare fuori i cappotti pesanti, quelli buoni. Insomma, il freddo sta arrivando e non ha intenzione di chiedere permesso.
Questa massa d’aria gelida, scontrandosi con le acque ancora relativamente miti dei nostri mari, genererà un minimo depressionario piuttosto profondo. Le conseguenze? Vento, pioggia e, finalmente per gli amanti della stagione, la Neve. Già tra Venerdì 16 Gennaio e Sabato 17 Gennaio, il quadro peggiorerà sensibilmente a partire dalle regioni di Nord-Ovest. È un’evoluzione classica ma sempre affascinante, dove il richiamo umido da sud-ovest va a sovrapporsi al cuscinetto freddo che nel frattempo si è depositato nei bassi strati della Pianura Padana.
La neve bussa alle porte del Piemonte e della Valle d’Aosta
Il vero protagonista di questo peggioramento sarà il Piemonte. La particolare conformazione geografica di questa regione, chiusa su tre lati dalle Alpi e dagli Appennini, favorisce il ristagno dell’aria fredda, il famoso “cuscino”. Ed è proprio qui che la Neve potrebbe fare la sua comparsa più scenografica. Le previsioni indicano accumuli significativi in città come Cuneo, che come spesso accade in queste configurazioni, si candida a essere la regina delle nevicate urbane. Immaginate i portici imbiancati e quel silenzio ovattato che solo i fiocchi che cadono sanno regalare.
Ma non sarà solo la provincia Granda a gioire. Anche ad Aosta la situazione si farà interessante, con nevicate consistenti che scenderanno dai pendii per abbracciare il fondovalle. E per quanto riguarda l’Astigiano? Qui la sfida è sempre sul filo del rasoio, una questione di pochi decimi di grado. Tuttavia, le ultime analisi suggeriscono che tra la serata di Sabato 17 Gennaio e le prime luci di Domenica 18 Gennaio, i fiocchi potrebbero spingersi molto in basso, interessando le pianure e trasformando il paesaggio in una cartolina invernale. Anche le zone limitrofe, verso il Monferrato, potrebbero vedere una trasformazione della pioggia in neve tonda o fiocchi pesanti.
Le Alpi e la Lombardia sotto la coltre bianca
Spostandoci leggermente verso est, anche le Alpi della Lombardia si preparano a fare il pieno. Le quote neve inizialmente si attesteranno attorno ai 600-800 metri, ma con l’intensificarsi delle precipitazioni durante la notte, il limite scenderà drasticamente. Località come Bormio, Livigno e le valli bergamasche vedranno accumuli importanti, fondamentali per il prosieguo della stagione sciistica. In effetti, era da un po’ che non si vedeva una perturbazione così ben strutturata capace di colpire in modo così democratico l’intero arco alpino occidentale e centrale.
Non è da escludere che qualche fiocco bagnato possa farsi vedere anche sulle alte pianure lombarde, magari tra Varese e Como, dove l’influenza delle montagne è più sentita. Per quanto riguarda le grandi città come Milano, la pioggia rimarrà probabilmente la protagonista principale, ma sarà una pioggia fredda, di quelle che sanno di neve imminente. Magari, chissà, una breve girandola di fiocchi potrebbe regalare una sorpresa nell’ora più fredda dell’alba, ma non aspettiamoci accumuli in centro.
Venti forti e mareggiate lungo le coste
Mentre il Settentrione si prepara alla dama bianca, il resto della penisola dovrà fare i conti con un elemento altrettanto impetuoso: il vento. Il richiamo di aria calda da sud precederà l’arrivo del fronte freddo, ma sarà presto sostituito da violente raffiche di maestrale e libeccio. Il Mar Tirreno diventerà un campo di battaglia, con onde che potrebbero superare i 4 o 5 metri di altezza. La Sardegna sarà la prima a essere investita da queste correnti impetuose, con raffiche che nelle zone esposte potrebbero toccare i 100 chilometri orari.
Questi venti non porteranno solo mareggiate, ma anche un rapido calo delle temperature su tutto il versante tirrenico e, successivamente, sul Sud dell’Italia. In Toscana e nel Lazio, le piogge saranno intense e spesso accompagnate da temporali, un fenomeno non così comune in pieno Gennaio, ma che testimonia l’energia in gioco in questo scontro tra masse d’aria diverse. Insomma, si passa dal clima mite a una condizione di maltempo invernale nel giro di poche ore.
Riflessioni su un inverno che si sveglia tardi
Guardando le mappe e analizzando i dati, non si può fare a meno di notare come questo tipo di eventi stia diventando più concentrato e violento. Il Riscaldamento Globale, pur alzando le medie termiche stagionali, non impedisce queste incursioni gelide, anzi, sembra quasi accentuarne i contrasti. Passare da 15°C a 2°C in meno di un giorno è uno shock non solo per noi, ma anche per l’agricoltura e l’ambiente. In effetti, il Vortice Polare quest’anno ha mostrato una certa instabilità, e quello che stiamo vivendo ne è la prova tangibile.
Diciamolo, l’incertezza è l’unica costante del meteo moderno. Però, c’è qualcosa di rassicurante nel vedere la neve arrivare nel periodo giusto dell’anno. Ci ricorda che i cicli naturali, pur sotto pressione, cercano ancora di seguire il loro corso. Se abitate a Cuneo o Aosta, preparate le pale e godetevi lo spettacolo. Per tutti gli altri, sarà un fine settimana da passare preferibilmente al caldo, magari con un occhio alla finestra per vedere se quel grigio del cielo non decida di regalarci qualche sorpresa bianca inaspettata.
In definitiva, l’evoluzione prevista per i prossimi giorni è il segnale che l’Inverno ha deciso di riprendersi il trono. Non sarà un evento storico, forse, ma è sicuramente il peggioramento più serio di questa prima parte dell’anno. La prudenza è d’obbligo, soprattutto per chi si metterà in viaggio verso le zone montuose o attraverso i valichi appenninici, dove la neve e il ghiaccio potrebbero creare disagi alla circolazione. Ma, in fondo, non è forse questo il fascino della stagione fredda?
Ecco una sintesi degli aspetti meteorologici più rilevanti previsti per i prossimi giorni:
- Irruzione artica: un affondo di aria polare marittima provocherà un crollo verticale delle temperature, riportando un clima pienamente invernale su tutta l’Italia.
- Neve in pianura: il Piemonte sarà il protagonista con nevicate attese a Cuneo e possibili sconfinamenti nelle pianure dell’Astigiano.
- Neve sulle Alpi: accumuli abbondanti sui rilievi della Valle d’Aosta e della Lombardia, con quota neve in calo fino a 500 metri. Localmente in pianura in Piemonte.
- Venti e mareggiate: forti raffiche di maestrale e libeccio colpiranno la Sardegna e il versante tirrenico, superando i 100 km/h.
- Instabilità tirrenica: piogge intense e temporali colpiranno Toscana e Lazio a causa dei forti contrasti termici.
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