di
Francesca Basso
La presidente della Commissione prova a non rompere con gli Usa. Soldati sull’isola da 7 Paesi
DALLA NOSTRA INVIATA
LIMASSOL (CIPRO) Nel punto più a sud-est dell’Europa si parla di Groenlandia, la regione più a nord-ovest. «La Danimarca può contare su di noi, politicamente e finanziariamente. La sicurezza nell’Artico è un tema chiave per la Nato ma lo è anche per l’Unione europea, anche perché stiamo raddoppiando gli investimenti in Groenlandia», con i circa 530 milioni di euro proposti nel bilancio comune post 2027. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen risponde a una domanda durante la conferenza stampa a Limassol con il presidente di Cipro Nikos Christodoulides, dopo l’incontro del Collegio dei commissari con il governo di Nicosia in occasione dell’inizio della presidenza di turno dell’Ue.
Nelle stesse ore prendeva forma la missione militare europea in Groenlandia nell’ambito dell’esercitazione danese «Arctic Endurance» organizzata con gli alleati della Nato a Nuuk. Nonostante il numero ridotto di militari coinvolti — 15 francesi, 13 tedeschi, tre svedesi e due norvegesi — il Cremlino ha reagito: «La situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di seria preoccupazione», ha commentato l’ambasciata russa in Belgio, dove ha sede l’Alleanza Atlantica.
Resta alta anche la tensione con il presidente Usa Donald Trump, dopo l’incontro a Washington dei ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, Lars Lokke Rasmussen e Vivian Motzfeldt, con il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Gli Stati Uniti restano fermi sulla posizione di voler acquisire il controllo dell’isola nell’Artico — che fa parte della Danimarca ma non dell’Ue— per ragioni di difesa nazionali di fronte alle minacce di Russia e Cina nella regione, oltre che per le ricchezze del sottosuolo. La Casa Bianca ha messo in chiaro che la presenza di truppe europee non cambia la sua posizione. Von der Leyen, come sempre, ha gettato acqua sul fuoco: «Continueremo il lavoro sulla sicurezza artica con i nostri partner, inclusi gli Usa».
Intanto truppe danesi sono già state spostate sull’isola. La Germania invierà oggi una squadra di ricognizione insieme ad altri partner dell’Alleanza Atlantica, mentre una prima squadra di soldati francesi è già arrivata sul posto. Il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius ha spiegato in un comunicato che «la Russia e la Cina stanno aumentando il loro utilizzo militare dell’Artico, mettendo così in discussione la libertà delle vie di trasporto, comunicazione e commercio. La Nato non lo permetterà e continuerà a difendere l’ordine internazionale basato sulle regole». Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia hanno annunciato il dispiegamento di personale militare. Inoltre l’Estonia ha dato la propria disponibilità e la Spagna probabilmente lo ufficializzerà nelle prossime ore.
Von der Leyen ha ricordato «l’ottima reputazione dell’Ue in Groenlandia» e l’apertura dell’ufficio a Nuuk nel 2024, che «assicura una stretta collaborazione con il governo e la popolazione groenlandese». È però ormai il momento, come hanno reso evidente la guerra in Ucraina scatenata dalla Russia e le tensioni con gli Usa per la Groenlandia, che l’Unione si doti di una «nuova strategia di sicurezza europea», che la Commissione presenterà — ha anticipato von der Leyen — durante la presidenza cipriota. Lo scopo della strategia «è raccogliere le conoscenze, i cambiamenti geopolitici nel mondo e dare una risposta appropriata».
Il presidente Christodoulides ha sottolineato che il rafforzamento della difesa, della sicurezza e della prontezza dell’Ue sono elementi prioritari nell’agenda di Nicosia, il cui slogan è «Un’Unione autonoma aperta al mondo».
Le altre priorità sono la competitività, l’allargamento a Ucraina, Moldavia e Balcani occidentali, nuovi partenariati con i partner del Medio Oriente, l’autonomia finanziaria. «Abbiamo concordato che un’Europa forte deve avere i mezzi e gli strumenti necessari per difendere, prima di tutto, i suoi cittadini e per salvaguardare la sua sicurezza energetica ed economica», ha spiegato il leader cipriota, accogliendo «con particolare favore» i progressi compiuti nel 2025 in quest’ambito, con lo strumento Safe da 150 miliardi di euro per gli appalti congiunti nella difesa e il piano Ue per la mobilità militare.
Ieri la Commissione europea ha dato il via libera ai piani di investimento per la difesa di otto Paesi sui 19 che hanno fatto richiesta dei prestiti Safe: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro, Portogallo e Romania. Von der Leyen si è augurata che il Consiglio (gli Stati Ue) dia a sua volta semaforo verde velocemente. E Christodoulides ha sottolineato la volontà a «proseguire con estrema decisione» nell’approvazione.
15 gennaio 2026
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