ROMA – Raggiunto il 70 compleanno non sarà più necessario rinnovare la carta d’identità. Almeno non per i successivi 50 anni. È la proposta, già annunciata dal ministro della PA, Paolo Zangrillo, e inserita nella bozza del decreto Pnrr.

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di Rosaria Amato

27 Novembre 2025

In arrivo il nuovo decreto Pnrr

Il nuovo testo atteso in Cdm punta a garantire il conseguimento degli obiettivi del Piano, così come rimodulato nell’ultima revisione di novembre scorso, entro la scadenza del 2026. La bozza del provvedimento si articola in due parti, una dedicata proprio al Piano nazionale di ripresa e resilienza e una alla politica di coesione.

Nella prima parte, vengono apportate modifiche in materia di governance, con criteri di responsabilità per il conseguimento degli obiettivi e con il rafforzamento della capacità amministrativa delle PA. Per la realizzazione degli investimenti e l’attuazione delle riforme sono previste misure di semplificazione e di digitalizzazione delle procedure amministrative.

Carte d’identità valide fino ai 120 anni d’età

Una delle norme prevede che le nuove tessere elettroniche rilasciate agli ultrasettantenni siano valide non più per 10 ma per altri 50 anni – a vita dunque, a meno che non si superino i 120 anni di età – e utilizzabili anche ai fini dell’espatrio. Quelle rilasciate prima dell’entrata in vigore del provvedimento, invece, saranno comunque valide oltre il termine di dieci anni, ma esclusivamente sul territorio nazionale o nei rapporti con le amministrazioni pubbliche nazionali come documenti di riconoscimento.

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dal nostro inviato Claudio Tito

26 Novembre 2025

La tessera elettorale diventa digitale

Lo stesso testo prevede il rilascio della tessera elettorale in formato digitale “sulla base dei dati integrati nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente”. I dettagli saranno definiti più avanti, come anche la possibilità che confluisca nell’IT-Wallet.

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di Alessandro Longo

02 Gennaio 2026

Addio all’obbligo sulle ricevute dei Pos

Addio anche all’obbligo, per cittadini e imprese, di conservare le ricevute cartacee del Pos, diverse dalle fatture, scontrini o ricevute fiscali, generate dai terminali abilitati ad accettare pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. Come recita la bozza del decreto, l’obbligo in vigore di “conservazione per dieci anni delle ricevute cartacee, emesse dai terminali Pos al momento del pagamento con moneta elettronica, è un onere non sempre di agevole assolvimento per le imprese e per i cittadini”.

Queste ricevute, infatti, rappresentano una mera prova di avvenuto pagamento e non costituiscono un documento contabile, necessario alla redazione del bilancio o alla dichiarazione fiscale. “L’obbligo di conservazione per il periodo stabilito dall’art. 2220 del codice civile – ribadisce il testo – risulta oneroso e non strettamente necessario in relazione agli scopi per cui sono emesse”.