“La Costa Smeralda fa parte di me stessa, della mia vita. Ne conosco i fondali e la costa, le spiagge, le rocce e le baie, perché ci ho lavorato per qualche stagione e ho questa geografia profondamente scritta nel mio cuore”. È una vera e propria dichiarazione d’amore, pronunciata con la voce rotta e gli occhi pieni di lacrime, quella che la principessa Zahra Aga Khan fa nei confronti di questo angolo di costa a nord est della Sardegna, frutto dell’idea visionaria di suo padre, il principe ismaelita Karim Aga Khan, che qui ha sviluppato il suo sogno, diventato nel tempo simbolo di eleganza, lusso ed esclusività.
    Lei, Zahra, primogenita del 49esimo imam degli ismailiti, nata nel 1970, ossia otto anni dopo la costituzione del Consorzio Costa Smeralda, sulle spiagge incontaminate e candide di Liscia Ruja ha posato i piedi a neanche un anno di età per la prima volta e quel ricordo, a cui ne sono seguiti molti altri, lo racconta con una forma di fascinazione unica che traspare dalle sue parole pesate ma sincere e dal suo tono di voce pacato, molto simile a quello di suo padre Karim.

 

Video L’aeroporto di Olbia intitolato al principe Aga Khan, i ricordi della figlia Zahra

 

    “Avevo un anno e mi ricordo che a Porto Cervo tutte le strade erano bianche e c’era poca acqua, così quando finiva si portava dal continente, l’elettricità falliva quattro o cinque volte al giorno e mancava tutto, non c’era niente, le case, la piazza – spiega ai giornalisti a margine della cerimonia di intitolazione dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda al padre – Mi ricordo Porto Cervo quando davanti alla casa c’erano solo le case del porto.
    Ricordo il profumo di fango di quando per due estati hanno costruito la Marina, e ricordo quando hanno costruito lo Yachting Club. Le spiagge erano immacolate e non c’era nessuno, andavamo a Liscia Ruja la mattina alle 10 e non c’era un’altra famiglia, eravamo soli. Oggi quando guardo tutte le concessioni sulle spiagge, i lettini ovunque, i parasole, non riconosco neanche i luoghi della mia gioventù”.
    Una Gallura incontaminata che ha incontrato la visione ambientalista e conservatrice del principe Aga Khan, appassionato di sport come la figlia, e di aeroporti. “Era appassionato di compagnie aeree e della tecnologia, era lui il pilota dell’elicottero quando venivamo qui – racconta -. Vedeva queste infrastrutture come essenziali, e questo aeroporto grazie alla squadra che vediamo qui ha conosciuto uno sviluppo veramente notevole”.
    Seduta nell’area del terminal Lounge Vip, la principessa ha riconosciuto i grandi progressi che nel tempo lo scalo di Olbia ha fatto: “Un passo avanti enorme, mi ricordo la capanna che c’era, non c’era neanche la dogana, niente. Oggi ci sono punti vendita di artigianato sardo e prodotti locali”.
    L’arte dei tessuti, delle ceramiche e le architetture semplici con l’uso di materiali del territorio: ciò che amava Karim Aga Khan è ciò che ha da sempre dichiarato di amare anche lei, la principessa Zahra che qui, in Sardegna, continua ad arrivare in punta di piedi ma lasciando impresse grandi orme.
   

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