Versilia, 16 gennaio 2026 – Influenza: calano i contagi, ma resta alta la pressione negli ospedali dove in questo periodo l’impegno degli pneumologi procede a ritmo serrato. “Sebbene i dati dell’ultima settimana indichino una lieve flessione nell’incidenza delle infezioni respiratorie acute provocate dai virus influenzali (circa 14 casi ogni mille abitanti) – spiega Valentina Pinelli – l’emergenza negli ospedali non è finita. La pressione nel reparto di pneumologia del Versilia resta significativa per i numerosi ricoveri di forme gravi e complicate causate dai virus influenzali”.

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In che scenario siamo?

“In queste settimane assistiamo a un afflusso costante di pazienti colpiti da gravi insufficienze respiratorie. I quadri clinici più frequenti riguardano le polmoniti interstiziali, polmoniti causate da sovrapposizioni batteriche e riacutizzazioni di patologie croniche preesistenti”.

L’emergenza riguarda anche il Pronto soccorso?

“Certamente il Pronto soccorso versiliese è gravato da una pressione notevole iniziata nelle prime due settimane di dicembre quando il picco influenzale è arrivato in anticipo rispetto alle previsioni”.

Quali sono i pazienti più a rischio?

“Rischiano di più quei pazienti che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia che interessa il 5-6 % della popolazione adulta, specialmente tra anziani e fumatori. Per questi pazienti l’influenza non è solo influenza, perché il virus può aggravare le condizioni generali rendendo necessario il ricovero”.

Come si può gestire l’emergenza nel migliore dei modi?

“In questo scenario l’interazione tra l’ospedale Versilia e il territorio diventa cruciale. Solo attraverso una buona interazione tra pneumologo, medico di base e servizi territoriali si possono ridurre i ricoveri ospedalieri gestendo i pazienti fragili e cronici a casa e riconoscendo in modo tempestivo i pazienti per i quali è necessaria l’ospedalizzazione”.

Quali consigli sono utili in un quadro influenzale che potrebbe andare avanti settimane?

“Il dato che emerge dalla corsia è netto: la stragrande maggioranza di pazienti ricoverati con forme gravi riguarda cittadini che non hanno fatto la vaccinazione, che è la strategia più efficace per tutti, fondamentale per i cittadini fragili e gli anziani. Esistono alcune buone e semplici pratiche quotidiane”.

Quali sono?

“Il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico specialmente dopo aver tossito o starnutito o dopo essere andati a trovare familiari in ospedale. E’ prudente evitare i luoghi molto affollati e l’utilizzo della mascherina in situazioni a rischio o in presenza di sintomi. È importante essere prudenti per limitare i contagi”.