di
Alessandra Muglia
Il premier canadese Mark Carney ha fatto visita a Xi Jinping a Pechino: diversi accordi commerciali per ridurre i dazi
Strette di mano e ampi sorrisi questa mattina nella Grande Sala del Popolo tra XI Jinping e Mark Carney, primo leader canadese in visita a Pechino da 8 anni. Un summit definito da entrambe le parti come «un punto di svolta» nelle relazioni bilaterali, dopo una lunga serie di turbolenze diplomatiche. Un riavvicinamento consumato alle spalle dell’America di Donald Trump.
I rapporti del Canada con la Cina «sono più prevedibili di quelli con gli Usa» ha attaccato Carney, elogiando l’avvio di una «nuova partnership strategica» con Pechino: «Insieme possiamo costruire sul meglio di questa relazione per crearne una nuova, adatta alle nuove realtà globali», ha aggiunto.
Tra gli accordi commerciali «preliminari» raggiunti con Pechino per ridurre i dazi doganali, spicca quello di importare 49.000 veicoli elettrici dalla Cina a tariffe preferenziali. Il Canada da parte sua abbatte i dazi sulla colza.
Carney è impegnato in una missione di quattro giorni volta a ricostruire i legami con Pechino nel tentativo di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, il suo principale partner economico, dopo che Trump ha aumentato in modo aggressivo i dazi sui prodotti canadesi e ha suggerito che il suo storico alleato potrebbe diventare il 51esimo Stato a stelle e strisce.
La Cina, colpita in modo simile dal tycoon dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, pur preparando la visita di Trump a Pechino prevista per aprile, punta a cogliere l’occasione di cooperazione con una nazione del G7, tradizionale sfera di influenza statunitense: i canadesi d’ora in poi potranno entrare in Cina senza visto.
Questo pezzo è stato pubblicato su America-Cina, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. Per riceverla basta iscriversi a Il Punto, e lo si può fare qui.
16 gennaio 2026 ( modifica il 16 gennaio 2026 | 14:00)
© RIPRODUZIONE RISERVATA