Duplice battaglia legale per St. Clair, l’ex influencer Maga che a settembre 2024 ha partorito il tredicesimo figlio del miliardario. L’accusa del capo di X: «Vuole imporre la transizione a un bambino di un anno»

«La cosa peggiore per me è stata vedermi denudata, piegata in avanti, e poi vedere lo zainetto di mio figlio sullo sfondo». Così Ashley St. Clair ha risposto alla giornalista di Cbs News che le ha domandato come ci si sente a scoprire che una propria foto è stata spogliata con l’intelligenza artificiale. Che è quello che è successo all’ex influencer trumpiana ed ex compagna di Elon Musk, ma anche numerose donne e minori denudati da Grok, il chatbot di xAI. 

Adesso la ventisettenne ha fatto causa all’azienda del miliardario con cui ha avuto un figlio, Romulus, perché l’intelligenza artificiale è «irragionevolmente pericolosa per come è stata progettata» e per questo motivo costituisce un rischio pubblico. St. Clair ha anche chiesto un’ingiunzione restrittiva per cercare di frenare la generazione di nuove immagini deepfake che la riguardano. 
In uno dei documenti depositati in tribunale si legge che la donna «vive nella paura che immagini di nudo e a sfondo sessuale che la ritraggono, comprese quelle di quando era bambina, continuino a essere generate da xAI e che non sarà al sicuro dalle persone che consumano queste immagini». 



















































Intanto, però, alla denuncia depositata nel tribunale dello stato di New York — dove la giovane donne vive — l’azienda ha risposto con una controdenuncia. Il problema starebbe nella violazione dei termini di servizio che St. Clair ha accettato quando si è iscritta a X — che per adesso ha lasciato in favore di altri social — e che prevedono che tutte le cause vengano presentate nei tribunali del Texas, dove l’azienda ha la sede legale.

Ma sullo sfondo della frase di St. Clair dove racconta il trauma di essere stata denudata da utenti anonimi su X (e, a dispetto del tentativo delle aziende di Musk di chiudere con questa vicenda a livello globale, numerose immagini di questo tenore sono ancora presenti sul social) c’è un’altra battaglia: quella per la custodia di Romulus — che è nato a settembre 2024 dopo una breve relazione fra Musk e St. Clair — interrotta da quest’ultima poco dopo la nascita del bambino. Allora il casus belli era stato il rifiuto della donna di firmare un accordo che l’avrebbe costretta a non rivelare mai la paternità di Musk. In cambio avrebbe ricevuto un assegno di mantenimento da 100 mila dollari al mese e 15 milioni alla firma dell’accordo. Ma ora il ceo di Tesla e SpaceX — nonché uomo più ricco al mondo — ha annunciato su X di aver chiesto l’affidamento esclusivo del tredicesimo figlio, date le dichiarazioni di St. Clair «che lasciano intendere che potrebbe cambiare sesso a un bambino di un anno».

Non è chiaro se Musk stia rispondendo a un’esplicita dichiarazione d’intenti da parte dell’ex partner oppure se fa riferimento a un commento pubblicato il giorno prima su X in cui la donna dichiara di sentire un «immenso senso di colpa» per le posizioni transfobiche che aveva manifestato fino a non molto tempo prima. «E provo ancora più senso di colpa perché le cose che ho detto in passato potrebbero aver causato ulteriore dolore alla sorella di mio figlio», ha aggiunto, riferendosi a Vivian Jenna, la figlia transgender di Musk che ha interrotto ogni rapporto con il padre. 

APPROFONDISCI CON IL PODCAST

Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login

16 gennaio 2026 ( modifica il 16 gennaio 2026 | 16:09)