Non si arrestano le polemiche sulla Grand Stand Arena da smontare al Foro Italico di Roma e da installare in viale Diana, all’interno del parco della Favorita, a Palermo. Nei giorni scorsi, l’assessore allo Sport Alessandro Anello e la dirigente Caterina Guercio, rispondendo all’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di opposizione hanno scritto che “il procedimento non è stato curato dall’ufficio Sport, Turismo e Gestione Impianti Sportivi e che pertanto, allo stato, allo stesso ufficio non è ascrivibile alcuna competenza”. E oggi il caso è approdato alla Camera. Le deputate Valentina D’Orso e Daniela Morfino, entrambe del M5S, sono intervenute stamattina (venerdì 16 gennaio) a Montecitorio nel corso delle interpellanze urgenti al governo per porre numerosi dubbi sul piano che prevede il trasferimento della struttura sportiva, dove si sono giocate anche alcune persone degli Internazionali d’Italia tennis, dalla capitale al capoluogo siciliano. In aula anche il sottosegretario al ministero dell’Interno, Nicola Molteni, che ha provato a dissipare ogni perplessità.

L’operazione, rivelata prima di Natale da PalermoToday, fa parte di una delibera della Giunta comunale approvata lo scorso 30 dicembre, che comprende oltre all’impegno di spesa di 3 milioni di euro, derivanti da avanzo di gestione parte del progetto valutato in totale sui 6,4 milioni, anche l’accordo firmato tra il Comune e il commissario straordinario Fabio Ciciliano, che segue il pacchetto di interventi che riguardano la riqualificazione di Borgo Nuovo. L’intesa vede anche il coinvolgimento di Sport e Salute, società in house del ministero dell’Economia e delle finanze, che è proprietaria della struttura in dismissione da Roma e che si impegna a supportare il Comune nell’operazione e a garantire anche percorsi formativi e attività di management sportivo. 

In Parlamento sono stati sollevati dubbi che già in ambito locale erano stati posti dai consiglieri comunali di opposizione che l’8 gennaio scorso hanno presentato un’interrogazione al sindaco e a diversi assessori, ricevendo il primo riscontro lo scorso 12 gennaio dall’assessore allo Sport che ha ammesso di non aver seguito l’iter. 

“Dentro questa operazione – prosegue Morfino – ci sono responsabilità chiarissime. Nessuno può far finta di non sapere. Il progetto viene addirittura fatto rientrare nel Modello Caivano, una norma pensata per le aree ad alta vulnerabilità sociale, per le periferie dimenticate come Borgo Nuovo. Peccato che l’impianto non venga collocato in periferia, ma nel Parco della Favorita, una zona centrale, vincolata dal punto di vista paesaggistico e monumentale, dove manca perfino il parere della Soprintendenza. Altro che rigenerazione delle periferie”. Secondo la deputata, infine, “il punto più scandaloso è un altro: si usano fondi di programmazione urbana e coesione, Poc Metro 2014-2020, soldi che dovrebbero avere obiettivi chiari, trasparenti, misurabili, per finanziare un’operazione di puro trasferimento di una struttura usata. Nessuna dimostrazione di convenienza economica. Nessun piano serio sul futuro”.

In aula anche l’intervento di D’Orso: “Oggi prendiamo atto che per il Governo è legittimo utilizzare una struttura commissariale, istituita per legge e pagata con risorse pubbliche, per realizzare interventi che nulla hanno a che vedere con le finalità per cui è nata. La struttura commissariale prevista dal decreto Caivano del 2023 aveva un obiettivo chiaro: interventi straordinari di riqualificazione infrastrutturale, sociale e ambientale nelle aree ad alta vulnerabilità sociale. Con il decreto del 2024 queste competenze sono state estese, inserendo anche Palermo e in particolare Borgo Nuovo. Eppure oggi ci troviamo davanti a una scelta che appare del tutto incoerente: utilizzare quelle risorse e quelle deroghe straordinarie per spostare funzioni e attività fuori dal quartiere che dovrebbe essere riqualificato, concentrandole in un’altra zona della città, il Parco della Favorita. Resta poi una questione fondamentale: da dove verranno prese le risorse per smontaggio, trasporto e gestione di questa operazione? Se non incidono sui 25 milioni destinati a Borgo Nuovo, allora su quali altri quartieri e su quali altre città si sta scaricando il costo? Ad oggi, nessuna risposta chiara è stata fornita”.

Il sottosegretario Molteni: “Sondata area di Borgo Nuovo, ma non era idonea”

In Aula è poi intervenuto il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Nicola Molteni, che ripercorrendo tutte le tappe della vicenda ha anche descritto l’iter per il quale l’impianto non potrà trovare spazio a Borgo Nuovo. “Nella fase esplorativa del progetto, è stata primariamente valutata l’area del parco Tindari del quartiere Borgo Nuovo. A seguito dei riscontri effettuati, tuttavia, l’inidoneità dell’area è emersa anche in relazione al piano di assetto idrogeologico, essendo classificata con una pericolosità di livello P2 e P3. Conseguentemente, la valutazione ha necessariamente interessato altre aree della città, rimandando alla fase di progettazione esecutiva la definizione ultima della localizzazione dell’impianto”. Molteni ha poi aggiunto: “E’ stata individuata dal Comune di Palermo l’area della Favorita, che presenta, tra l’altro, le necessarie caratteristiche logistiche ed urbanistiche, in termini sia di destinazione (F3-attrezzature sportive) che di infrastrutture già presenti, come le aree parcheggio. Come detto, comunque, la definizione ultima della localizzazione dell’impianto è rimandata alla fase di progettazione esecutiva”.

“Risorse non sottratte a Borgo Nuovo”

Molteni ha poi precisato che “l’intervento in questione non incide sulle risorse, dello Stato e degli enti locali, già assegnate al quartiere Borgo Nuovo”. E “per quanto concerne l’uso delle risorse Pon/Poc per l’intervento in questione, va infine rappresentato che il progetto è stato approvato con determina dirigenziale dall’area Programmazione Fondi Extracomunali del Comune di Palermo. L’amministrazione si è fatta promotrice della conferenza di servizi in esito alla quale saranno acquisiti i necessari pareri autorizzativi”.