La Veenendaal-Veenendaal Classic 2026 potrebbe non andare mai in scena. Lo svolgimento della corsa 1.1, di scena nel comune che dà il nome alla competizione, a detta degli organizzatori è a serio repentaglio a meno di un adeguato appoggio finanziario, che potrebbe risolvere le difficoltà crescenti di questi ultimi anni. Già un anno fa la corsa non aveva avuto luogo, a causa di un vertice NATO che aveva fortemente impegnato la Polizia Nazionale, mentre le edizioni 2020 e 2021 erano state cancellate per via della situazione legata al Coronavirus.

“Tutto è diventato più costoso – afferma il presidente della gara neerlandese André Homma, in un’intervista a Regio Sport Veenendaal rilanciata da WielerFlits – I costi della produzione televisiva sono saliti del 40%, e svariati fornitori hanno aumentato i prezzi”. Un ulteriore ostacolo è stato rappresentato proprio dal molteplice annullamento della competizione in svariate recenti edizioni. “La mancanza di continuità non agevola la ricerca di sponsor – prosegue Homma – Negli ultimi anni c’è stato il supporto di decine aziende, ma non sufficiente a coprire i costi”.

Il sostegno del comune di Veenendaal, a detta dello stesso responsabile della corsa, ammonta a “meno del 10% del budget totale”. La trattativa tuttavia prosegue, e Homma spera in un maggiore sostegno, visti i benefici portati dalla gara. “Con questa classica ciclistica professionistica – ricorda infatti l’olandese –  abbiamo ispirato gli abitanti e coinvolto giovani e meno giovani”. Nel 2013, sotto l’allora nome di Dutch Food Valley Classic, ad aggiudicarsi la corsa fu Elia Viviani in maglia Cannondale. Ben cinque invece i successi conquistati dal corridore di casa Dylan Groenewegen (2015, 2016, 2018, 2022, 2023).

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