Non tanto dall’alto delle tre Champions League vinte sulla panchina del Real Madrid e di una carriera da Pallone d’Oro, quanto da ‘persona informata sui fatti’, Zinedine Zidane torna a parlare della sua esperienza con i blancos proprio nei giorni in cui si vocifera di un suo clamoroso ritorno dopo il flop di Xabi Alonso, esonerato dopo il ko nella Supercoppa spagnola, e l’esordio choc del suo sostituto Arbeloa, eliminato in Copa del Rey dall’Albacete.

 

 

“Esiste una sola maniera di allenare il Real”

Zidane ripercorre il suo approdo al Real Madrid come allenatore nel gennaio 2016, proprio in un momento di crisi come quello attraversato attualmente dalle merengues, che avevano puntato su Rafa Benitez, con il quale però non era scattata l’alchimia. Quell’alchimia che, secondo Zizou, è alla base invece del ruolo del tecnico di una squadra stellare e costellata di campioni: “Al Real Madrid eravamo a disposizione dei giocatori. Per me, questo è ciò che rende la squadra forte, sei lì per il giocatore. Se non avete capito, non potete durare in questa professione. Siamo lì per supportarli; devi dimostrare che sei lì per loro. Perché gli spogliatoi accettino ciò che vuoi implementare, dobbiamo piacerci. Se i giocatori non sono d’accordo con tutto quello che gli viene dato, allenandosi, tutto ciò… mancherà sempre qualcosa. Con noi, penso che si siano divertiti molto a tutti i livelli”.

 

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