Le musiche dei film di Harry Potter sono diventate nel tempo una componente imprescindibile dell’identità della saga. Bastano poche note di “Hedwig’s Theme” per evocare immediatamente Hogwarts, la magia e l’immaginario costruito nei primi anni Duemila. Le colonne sonore firmate da John Williams per i primi tre capitoli cinematografici hanno avuto un ruolo decisivo nel trasformare Harry Potter in un fenomeno culturale globale, affiancandosi ai lavori più celebri della sua carriera e imprimendosi nella memoria collettiva di intere generazioni.

Proprio per questo, uno dei dubbi più ricorrenti legati alla nuova serie TV di Harry Potter prodotta da HBO riguardava la sua identità musicale. La serie avrebbe ripreso i temi iconici dei film o avrebbe scelto di distaccarsene? La risposta ufficiale è arrivata, ed è una presa di posizione chiara: la nuova versione televisiva rinuncerà alla musica di John Williams per costruire un linguaggio sonoro completamente nuovo.

Warner Bros. Discovery ha infatti confermato che la colonna sonora della serie sarà affidata a Hans Zimmer, uno dei compositori più influenti del cinema contemporaneo. Un nome che porta con sé un’estetica ben riconoscibile, fatta di temi potenti, strutture ritmiche marcate e un approccio spesso più cupo e fisico rispetto alla tradizione sinfonica classica di Williams. Zimmer sarà affiancato da Kara Talve e Anže Rozman, membri del collettivo Bleeding Fingers, già abituati a lavorare su progetti seriali di grande respiro.

La scelta di affidare la musica a Zimmer non è solo una questione di prestigio, ma un segnale programmatico. HBO e Warner sembrano voler evitare qualsiasi tentazione nostalgica, consapevoli che riproporre “Hedwig’s Theme” avrebbe significato ancorare la serie a un confronto diretto e inevitabile con i film. Rinunciare a uno degli elementi più iconici della saga cinematografica diventa così un atto di emancipazione creativa, necessario per permettere alla serie di esistere come progetto autonomo e non come semplice rielaborazione televisiva di qualcosa di già visto.

In questo senso, il cambio di identità musicale appare coerente con l’impostazione generale dello show. La serie, scritta e prodotta da Francesca Gardiner e con Mark Mylod alla regia di diversi episodi, punta a raccontare i romanzi con maggiore ampiezza e fedeltà, sfruttando il formato seriale per approfondire personaggi, dinamiche e linee narrative rimaste più in ombra nei film. Un approccio che richiede anche un diverso accompagnamento emotivo, capace di sostenere archi narrativi più lunghi e tonalità potenzialmente più mature.

Hans Zimmer stesso ha riconosciuto il peso dell’eredità musicale di Harry Potter, definendola un punto di riferimento per qualsiasi compositore. Proprio per questo, l’obiettivo dichiarato non è quello di cancellare il passato, ma di onorarlo senza replicarlo, cercando una magia diversa, meno legata all’incanto fiabesco e più attenta alle sfumature drammatiche del mondo creato da J.K. Rowling.

La serie TV di Harry Potter non tornerà quindi a uno degli elementi fondamentali dei film, ma lo farà per una ragione precisa: evitare di vivere all’ombra di un’icona. In un progetto che ambisce a ridefinire l’universo narrativo della saga per una nuova generazione di spettatori, questa rinuncia appare meno come una perdita e più come una scelta necessaria. Perché, per funzionare davvero, la magia deve prima di tutto trovare una nuova voce.

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Fonte: ComicBook

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