Sepp Kuss riflette sulla stagione 2026 e sui grandi obiettivi della Visma | Lease a Bike. Uomo di riferimento nella compagine giallonera, il classe 1994 sarà chiamato ancora una volta ad un ruolo importante nei grandi giri e il suo apporto sarà importante per cercare di spingere alla vittoria il capitano Jonas Vingegaard, tanto nel Giro d’Italia quanto nel Tour de France. Resta ancora in sospeso invece la sua partecipazione alla Vuelta e España, per la quale al momento non si sbilancia pur non escludendolo. In tal caso, l’americano completerebbe l’impegnativo tris come fatto nel 2023.

Prima dei due GT, il nativo di Durango al momento ha un calendario piuttosto leggero, ovviamente, cominciando la sua stagione al Tour of Oman in programma dal 7 all’11 febbraio, seguito solamente dalla Volta a Catalunya, che si svolgerà dal 23 al 29 marzo. A seguire ci saranno i due GT, mentre “per la Vuelta vedremo”, fa sapere in una intervista a Marca.

Parlando della Corsa Rosa, il 31enne americano non nasconde l’obiettivo personale della conquista di una frazione per completare il palmarès nei grandi giri: “Mi piacerebbe vincere una tappa al Giro visto che è l’unica vittoria che mi manca nel palmarès. Vediamo se accadrà quest’anno”. Sulle strade italiane dovrà tuttavia anche lavorare per Vingegaard, che andrà a caccia della Tripla Corona. “Mentalmente, correre il Giro sarà ottimo per lui poiché gli permetterà di arrivare al Tour senza la pressione che ha avuto negli ultimi anni”, riflette lo statunitense che ritiene “possibile” fare la doppietta visto che per lui fare il Giro “è come fare un ritiro in altura” e che c’è “abbastanza tempo per riposarsi e prepararsi di nuovo” fra le due corse.

In una squadra che ha dovuto fare “un reset con gente nuova” visto il ritiro inatteso di Simon Yates e gli addii, tra gli altri, di Cian Uijtdebroeks, Olav Kooij e Dylan van Baarle, tutt’altro che nuovo, invece, il principale avversario: Tadej Pogačar. “Ogni anno è più complicato – spiega l’americano sul come si possa battere lo sloveno – Si tratta di essere creativi con le tattiche e cercare i momenti di debolezza”. E riflettendo se Pogačar abbia raggiunto o meno il massimo del suo livello, Kuss non ha dubbi: “Credo che ci sia ancora di più. Da fuori sembra che andare in bici gli piaccia ancora come un bambino e che sia sempre alla ricerca di nuove sfide”.