Un “no” secco e senza appelli. La Regione Lazio non vuole aumentare a due euro il costo del Bit, il biglietto di corsa singola valido sui mezzi del trasporto pubblico locale di Roma. Nell’aggiornamento del piano industriale di Atac, recentemente approvato dalla giunta di Roma, è previsto infatti un incremento del ticket a partire dal 1° luglio 2026.
Biglietto a due euro
Portare il Bit a 2 euro è una necessità per Atac, che deve coprire gli extra costi di gestione del servizio. Secondo le stime riportate nel piano industriale, l’aumento porterebbe nelle casse della municipalizzata fino a 19 milioni di euro nel 2026 e poi, a regime, circa 30 milioni all’anno. A decidere, però, se il Bit aumenterà oppure no sarà la Regione Lazio, da sempre contraria a questa eventualità.
Non a caso, durante la scorsa estate la Pisana, oltre a stanziare fondi ulteriori per Roma al fine di sottoscrivere il contratto di servizio con Atac, aveva aumentato il costo dei “biglietti turistici”, i mini abbonamenti validi uno o più giorni sul territorio capitolino.
Niente aumento a due euro
Negli ultimi mesi la posizione della Regione non è cambiata, come spiega a RomaToday l’assessore regionale ai Trasporti, Fabrizio Ghera: “In due anni e mezzo di consiliatura grazie alla giunta Rocca e al Governo siamo riusciti a incrementare i fondi per il Tpl della Capitale – spiega – oggi la Regione Lazio destina a Roma 260 milioni di euro di risorse, una cifra record, 20 milioni in più di quanto la Capitale ha ricevuto durante gli anni di Zingaretti. In più, abbiamo dato il via libera, dopo dieci anni di attesa, alla rimodulazione delle tariffe dei biglietti giornalieri e settimanali per consentire un introito maggiore, senza però penalizzare i cittadini romani, mantenendo un occhio di riguardo ai residenti e alle fasce più deboli. Tutto questo ci consente di poter ribadire ancora una volta il nostro no a un aumento del Bit che graverebbe principalmente sulle tasche di tutti i romani”.
Sfruttare gli extra ricavi del Giubileo
La scorsa estate la Pisana aveva trovato altri canali per garantire al trasporto pubblico di Roma i fondi di cui aveva bisogno: “Il Giubileo ha portato un indotto straordinario per la città di Roma e grazie agli interventi finanziati dal Governo la Capitale ha aumentato la sua attrattività per il turismo che può e deve essere una risorsa anche per il Tpl – riprende Ghera – occorre mettere a punto delle strategie in grado di incrementare le risorse ma anche efficientare il servizio senza gravare sulle tasche dei romani. Da questo punto di vista la Regione Lazio continuerà a fare la propria parte per quanto riguarda lo stanziamento di risorse per Roma”.
Tariffe diverse per i non residenti nel Lazio
Tra le idee che erano state avanzate dalla Regione c’era quella di diversificare il costo dei biglietti sulla base dell’Isee. Una proposta che piaceva a molti ma, però, risulta di difficile realizzazione da un punto di vista squisitamente tecnico. “A noi preme tutelare le fasce deboli della popolazione, alle quali abbiamo il dovere di garantire che non ci saranno aumenti – spiega l’assessore ai Trasporti – in quest’ottica abbiamo deliberato la possibilità di prevedere una rimodulazione delle tariffe per i non residenti del Lazio e su questo credo che il Comune ci stia lavorando, purché anche in questo caso non vengano applicati aumenti eccessivi”.
Insomma, il claim è chiaro: trovare una soluzione ma senza mettere le mani nelle tasche dei romani o avallare aumenti esagerati. Anche l’associazione Trasportiamo ha ribadito la sua contrarietà all’aumento, così come fatto la scorsa estate: “La Regione è intervenuta per fermare i ritocchi al Bit, il titolo di viaggio più utilizzato, e degli abbonamenti mensili e annuali del Metrebus Roma, a difesa dei pendolari residenti e delle fasce socialmente deboli, come del resto avevamo chiesto esplicitamente – si legge in una nota – portando, lo scrivono a chiare lettere gli assessori regionali al Bilancio e ai Trasporti, Righini e Ghera, nella nota trasmessa il 16 dicembre 2024 al sindaco Gualtieri e all’assessore capitolino Patanè, il trasferimento al fondo TPL alla cifra record di 252 milioni di euro per il 2025, rispetto ai 240 milioni precedenti. Fondo che nel 2026 toccherà la cifra, lo prevede la Legge di Stabilità approvata il 23 dicembre 2025, di 260 milioni di euro per ciascuna annualità 2026-2028, con un incremento ulteriore di circa 8 milioni di euro a carico delle casse regionali. Ci si chiede a questo punto come Roma Capitale e Atac possano tornare a riproporre l’aumento del Bit a 2 euro, se le risorse che la Regione è riuscita a stanziare – insieme al Governo – rappresentano un incremento significativo al fondo dei trasporti dedicato alla Capitale. Un mistero”.