L’ennesima circolare che il ministero dell’Istruzione (e merito) ha mandato ai dirigenti riguardava gli alunni di origine palestinese. In modo perentorio e senza indicare a quale scopo, il titolare di viale Trastevere, Giuseppe Valditara ha chiesto alle scuole di segnalare “la presenza di alunni/studenti palestinesi” entro il 14 gennaio 2026.

“E’ un monitoraggio che facciamo sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per degli studenti ucraini – ha spiegato Carmela Palumbo, capo dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Mim – non abbiamo nomi e cognomi ma solo numeri divisi per regioni e ordine scolastico, con particolare attenzione con chi deve sostenere gli esami”.

Una spiegazione che lascia perplessi sindacati e opposizioni. Per l’Usb “Siamo di fronte a un atto inaccettabile, che introduce una vera e propria schedatura su base etnica e nazionale all’interno della scuola pubblica statale. È la ghettizzazione dei bambini e delle bambine palestinesi”. Per il sindacato di base “è gravissimo che il ministero utilizzi le scuole come strumento di controllo e classificazione, ancora una volta assistiamo a una scuola piegata a logiche securitarie e politiche, lontane anni luce dalla tutela dei diritti dell’infanzia e dall’interesse educativo”.

“Qual è il fine della rilevazione? Perché solo gli alunni palestinesi?”, ha chiesto la Flc Cgil. Il sindacato della conoscenza della Cgil ritiene “inaccettabile” che non ci sia “nessuna motivazione alla base della richiesta di dati che peraltro dovrebbero essere in possesso del Mim e quand’anche lo scopo fosse il monitoraggio delle azioni di inserimento, non può essere questa la modalità che assume caratteri evidentemente discriminatori”.

“Il ministero non può chiedere alle scuole azioni selettive in nessun caso e men che mai su base etnica poiché non corrispondenti alle finalità costituzionali delle comunità educanti”, ha tuonato la Flc Cgil. Anche per la senatrice dem Cecilia D’Elia “la richiesta di censire specificamente studenti e studentesse palestinesi nelle scuole solleva interrogativi seri e legittimi” e chiede a Valditara di “fare immediata chiarezza”.