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Rinaldo Frignani e Redazione Roma
All’interno di uno stesso edificio all’angolo con via degli Avignonesi, e gestiti da una società titolare con licenza unica per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti
Dietro le luci, la musica – tra piano bar e dj set – ed i cocktail di tre club della movida romana si nascondeva un serio pericolo per gli avventori. Sviluppati ciascuno su un piano di uno stesso edificio, e di fatto gestiti dalla stessa società titolare di una licenza unica per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti, i locali sono stati sequestrati dalla polizia dopo un blitz che ha svelato uno scenario di irregolarità diffuse e gravi carenze sul fronte della sicurezza antincendio.
L’intervento degli agenti è avvenuto nei locali che si affacciano su via del Tritone, angolo con via degli Avignonesi, in centro a Roma.
Dopo i controlli, i sigilli sono scattati alla discoteca attrezzata nel seminterrato del palazzo al civico 118, il Toy Room (con ingresso indipendente su via degli Avignonesi). Al piano terra, chiuso il White Bar, al primo piano il dinner club Clamore.
I controlli degli agenti della Divisione amministrativa della Questura sono partiti dalla sala ballo sita nel seminterrato, dove si sono trovati di fronte ad installazioni non previste dalla planimetria autorizzata dalla Commissione comunale di vigilanza, tra casse acustiche e sistemi di illuminazione appesi al soffitto completamente fuori norma. Oltre al tavolo allestito come un privé, tavoli e divani erano poi disposti in modo completamente diverso da quanto consentito.
Estintori mancanti
Uno “spazio calmo”, che avrebbe dovuto essere adibito ad area di protezione in caso di emergenza, era inoltre del tutto inaccessibile perché chiuso a chiave e trasformato in magazzino. A completamento del quadro, è stata riscontrata l’assenza di due estintori obbligatori rispetto al numero originariamente previsto. La situazione al primo piano non è apparsa migliore: anche qui, l’area destinata all’evacuazione in situazioni di
emergenza era ostruita dai motori degli impianti, i sensori antifumo sono risultati sottodimensionati e nessuna traccia dell’unico estintore previsto. Dal primo all’ultimo livello dello stabile, quanto riscontrato dagli agenti ha dato riprova di difformità evidenti tra la documentazione autorizzata e lo stato reale dei luoghi, con ambienti rimodellati per aumentare la capienza e l’impatto scenografico, sacrificando le regole prescritte e gli standard minimi di sicurezza.
Sanzioni
L’aspetto più inquietante sotto il profilo securitario è emerso al piano terra, dove confluivano le uscite degli altri due livelli, trasformando di fatto il percorso di evacuazione in un itinerario ad ostacoli: una porta di emergenza era coperta da un pesante tendaggio e bloccata con una spranga in ferro, un’altra ostruita da un imponente elemento decorativo, la terza parzialmente coperta da un frigorifero e priva di maniglione antipanico. Le gravi condizioni riscontrate all’interno degli impianti hanno determinato l’elevazione di sanzioni di migliaia di euro nei confronti del titolare, con il contestuale sequestro immediato dei tre locali.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari la convalida del sequestro.
L’operazione si pone in a linea di continuità con la stretta della Polizia di Stato sulla movida notturna romana. Solo negli ultimi giorni, controlli mirati sono stati orientati su vari quartieri della Capitale e proseguiranno con cadenza costante in sinergia con le altre Forze e Corpi di polizia.
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17 gennaio 2026 ( modifica il 17 gennaio 2026 | 10:59)
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