Dal 16 gennaio a teatro con ‘Totalmente Incompatibili’, la nuova tournée teatrale che prende spunto dalla loro vita (anche di coppia) e che arriva dopo il grande successo di ‘Delirio a due’ che in due anni di tournée e in oltre 100 repliche ha registrato tutti sold
out. Loro sono Corrado Nuzzo e Maria Di Biase.
Lui nato a Tricase (Lecce), lei invece in Canada (a Montreal) ma poi cresciuta vicino a Campobasso. Sono tra i comici più amati in Italia (“Mai Dire”, “Zelig” in tv, anche tanta radio) ma soprattutto sono una coppia che resiste nel tempo, insieme da 30 anni. Di questo (e non solo) hanno parlato in un’intervista che oscilla continuamente tra il serio e il faceto. La loro nuova tournèe parte in un clima favorevole per i comici, visto il grande riscontro di ‘Buen Camino’ (che, però, è al cinema).
Cosa ne pensate del successo di Checco Zalone, è un buon segno per la comicità italiana?
“Un ottimo segno. Lui è il Padre Pio dei comici, fa miracoli. Questo fa bene al cinema, dà speranza a tutti i comici. Zalone è una specie di Totò, amato da tutte le generazioni. Ben venga, siamo contenti per lui”.
Veniamo a voi. Che spettacolo sarà ‘Totalmente incompatibili’?
“Puramente comico. Non vuole aprire alcuna riflessione, al massimo le varie coppie potrebbero pensare che stanno meglio di noi, usciranno sollevate dallo spettacolo”.
Da quale considerazione siete partiti?
“Dai dati Istat che prevedono un crollo delle coppie a favore dei single. Abbiamo capito di aver sbagliato tutto, abbiamo fatto un investimento molto rischioso (ridono, ndr). Quindi ci siamo immaginati nel futuro, come i panda in estinzione chiusi in uno zoo. Noi per metterci insieme non abbiamo visto nulla: la carta astrale, il conto in banca, nulla. Ci siamo ritrovati così, dopo 30 anni. Non si sa perché ma funziona tutto”.
Siete davvero totalmente incompatibili?
“Sì, la situazione è grave (ridono, ndr). A tal punto che abbiamo scritto lo spettacolo. Non abbiamo una cosa che ci accomuna. Ci siamo domandati come mai tutti i vip si lasciano e noi no, non capiamo il motivo. Forse è la sfiga che si sta accanendo su di noi”.
Neanche un’analogia?
“No. Abbiamo capito che è come il gioco shangai, quando arrivi a un incastro meraviglioso è meglio non muovere nulla”.
In che modo lavorate a un progetto?
“Ragioniamo sui temi, ci chiudiamo singolarmente in una stanza per buttare giù le idee e poi le fondiamo. Di solito ci incontriamo nel corridoio”.
Tutto questo in casa?
“Abbiamo affittato un ufficio appositamente, proprio per evitare di portare il lavoro a casa”.
Il politicamente corretto che peso ha?
“La società è cambiata e quindi giustamente il linguaggio dev’essere più raffinato. Tante parole dette con leggerezza possono ferire, per una società civile correggere il tiro è doveroso. Non dobbiamo spaventarci”.
Qual è l’insegnamento più importante che vi siete dati l’un l’altra?
C: “Maria mi ha dato quella razionalità (è laureata in matematica, ndr) importante perché io sono un creativo totale. Questo per il lavoro, per l’aspetto personale potrei fare una lista infinita. Sono l’uomo più fortunato del mondo”.
M: “Corrado mi ha insegnato la leggerezza perché io sono una che ragiona tanto sulle cose. Lui è il mio sole”.
Ma è vero che inizialmente tu, Maria, presentavi Corrado alle tue amiche?
C: “Mi ha anche presentato a sua sorella… Maria all’inizio era la mia confidente”. M: “Sì, quando l’ho conosciuto alla scuola di teatro ho capito che poteva essere insidioso, che mi sarei potuta innamorare. Lo vedevo svalvolato, non mi dava fiducia. Quindi consigliavo alle altre di uscire con lui”.
Il vostro precedente spettacolo aveva come sfondo la guerra. Ora, due anni dopo, la situazione non è cambiata, anzi. Che effetto vi fa?
“Ora siamo messi anche peggio. In questo spettacolo ci sono piccole battute qua e là ma non c’è un vero e proprio riferimento alle guerre. Un tempo, per esempio, si poteva dire ‘me ne vado al Polo Nord’, ormai anche quel luogo potrebbe essere attaccato. Speriamo di no”.
Dopo tanti anni avete lasciato Rai Radio 2, e non siete i primi. Come mai?
“Abbiamo smesso a settembre e poi nel weekend sono andate in onda delle repliche. Abbiamo lasciato dei programmi importanti… avevamo voglia di fare una tournèe teatrale incompatibile con l’impegno radiofonico quotidiano”.
Tornerete?
“Non lo escludiamo, ma ora siamo usciti… prima del caos (sono in corso diversi tagli e cambiamenti, ndr)”.
Come mai Roma e Napoli sono tra le date della tournèe?
“Ci saranno, arriveremo presto anche lì e con altre città al Sud”.