di
Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles

La presidente della Commissione europea: «I legami tra Mercosur ed Europa sono profondi. Stiamo trasformando la nostra amicizia in una forza ancora maggiore»

Finalmente c’è la firma ufficiale dopo oltre 25 anni di negoziati tra Unione europea e i Paesi del Mercosur, ovvero Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay: un «accordo storico» secondo i protagonisti che si sono incontrati ad Asunción in Paraguay, dopo che è saltata la firma a fine dicembre in Brasile per il mancato sostegno da parte di alcuni Paesi Ue. In Europa l’intesa è stata — ed è — oggetto di dura opposizione da parte delle associazioni agricole e ha richiesto un supplemento di impegno da parte della Commissione europea per andare incontro alle loro richieste e a quelle di alcuni Stati membri, a partire da Italia e Francia.

Il ruolo dell’Italia
Non è un caso, dunque, se il presidente argentino Javier Milei ha ringraziato «in particolare il contributo della mia amica, la premier italiana Giorgia Meloni: il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato». A fine dicembre Roma si era unita a Parigi, Varsavia, Dublino, Vienna e ad altre capitali per bloccare il via libera all’accordo. Per togliere il proprio no l’Italia aveva posto alcune condizioni, diventando di fatto ago della bilancia. Ottenuto quanto richiesto, Roma ha consentito il via libera.

L’accordo

«Stiamo creando la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale. Offriamo opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo discorso. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Consiglio europeo António Costa e il commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic. «Questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata — ha detto von der Leyen —. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo un partenariato produttivo e di lungo periodo e, soprattutto, intendiamo offrire benefici reali e tangibili ai nostri popoli e alle nostre imprese».



















































Il significato geopolitico
L’accordo con il Mercosur ha un importante significato geopolitico, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente del Paraguay Santiago Peña, che ha ospitato la cerimonia avendo la presidenza di turno del Mercosur: «Stiamo firmando non solo un accordo commerciale — ha detto — ma stiamo affermando che tutti noi continuiamo a voler costruire un ordine mondiale basato sulle regole e sulla prevedibilità. Ci stiamo assumendo la responsabilità di ribadire che lo stato di diritto, la democrazia e le regole del commercio devono guidare la vita delle persone». Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo Costa, che ha parlato in spagnolo: «Forse arriva tardi (l’intesa, ndr) ma arriva nel momento più opportuno: non vogliamo creare sfere d’influenza ma zone di prosperità condivisa, non vogliamo né dominare né imporre, ma rafforzare i legami tra i cittadini e le nostre imprese». E ha aggiunto: «Mentre c’è chi che crea barriere, noi lanciamo ponti».

La reazione Usa
L’intesa con il Sud America non piace all’amministrazione Trump. Secondo il Financial Times, funzionari statunitensi hanno criticato l’intesa perché danneggerebbe gli agricoltori americani, impedendo loro di vendere prodotti legati a luoghi specifici dei paesi europei, come il prosciutto di Parma, la feta e lo champagne. L’accordo, infatti, riconosce 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni, termini, simboli o bandiere fuorvianti. Sono 57 le indicazioni geografiche italiane che saranno protette, tra cui il Prosecco, il Chianti, l’Asiago, il Gorgonzola, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano, la Mozzarella di Bufala Campana e il pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino. «I legami tra Mercosur ed Europa sono profondi», ha sottolineato la presidente von der Leyen: «Condividiamo cultura, valori e un percorso simile di integrazione regionale. Oggi abbiamo costruito su queste basi una partnership che riflette la vera ampiezza e profondità delle nostre relazioni. Stiamo trasformando la nostra amicizia in una forza ancora maggiore per il Mercosur e per l’Europa», ha concluso.

L’iter e il Parlamento Ue
La firma non conclude l’iter, come ha sottolineato l’argentino Milei. «Questo accordo non è un punto di arrivo ma di partenza — ha detto —. Speriamo che il Parlamento europeo dia il suo via libera». L’intesa infatti è formata da due testi: un accordo di partenariato che richiede da parte Ue la ratifica di tutti gli Stati membri e un accordo commerciale ad interim che può entrare in vigore senza le ratifiche nazionali perché il commercio rientra nelle competenze esclusive dell’Ue. Questo testo scadrà quando il partenariato entrerà in vigore. Per l’entrata in vigore dell’accordo commerciale è richiesto il consenso del Parlamento europeo e l’adozione di una decisione di conclusione da parte del Consiglio. Il Parlamento è però sul piede di guerra. Mercoledì 21 gennaio gli eurodeputati voteranno una mozione che propone il ricorso alla Corte di giustizia Ue per verificare la conformità dell’accordo con il Mercosur ai Trattati Ue. La mozione ha un appoggio trasversale e con la sua approvazione gli eurodeputati sperano di far slittare il voto finale sull’intesa da parte del Parlamento Ue fino alla sentenza della Corte. Ma in base ai Trattati la parte commerciale della partnership, ha spiegato la Commissione, può entrare subito in vigore seppure in via provvisoria senza aspettare il via libera dell’Eurocamera, anche se l’esecutivo comunitario ha dichiarato che «l’obiettivo nelle prossime settimane sarà quello di collaborare con i deputati al Parlamento europeo per ottenere il loro sostegno, prima del voto di approvazione finale sull’accordo».

Cosa prevede l’accordo
L’Ue è il secondo partner commerciale del Mercosur per quanto riguarda gli scambi di merci, dopo la Cina e prima degli Stati Uniti. Il Mercosur è il decimo partner commerciale dell’Unione. Il cuore dell’intesa è l’eliminazione delle barriere commerciali per facilitare la vendita di beni e servizi al Mercosur da parte delle aziende dell’Unione e agevolare gli investimenti. Le tariffe saranno tagliate sul 91% delle esportazioni Ue verso il Sud America: auto, macchinari, tessili, cioccolato, alcolici, vino . Ma i dazi saranno tagliati anche sul 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’Ue, si tratta principalmente di prodotti agricoli. Per quelli considerati sensibili — carne bovina, suina e pollame — l’intesa prevede quote di ingresso e una liberalizzazione parziale, con dazi ridotti ma non azzerati subito, per mitigare l’impatto sulla produzione europea. Per andare incontro alle preoccupazioni degli agricoltori Ue, sono state introdotte clausole di salvaguardia in caso di un aumento eccessivo di derrate agroalimentari in entrata che possano turbare il mercato Ue.

Nuova app L’Economia. News, approfondimenti e l’assistente virtuale al tuo servizio.

SCARICA L’ APP

Iscriviti alle newsletter de L’Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.

17 gennaio 2026 ( modifica il 17 gennaio 2026 | 18:07)